Frammenti di filastrocche sulla scuola

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Le filastrocche sulla scuola come tutte le filastrocche sono quasi sempre in rima, sono divertenti, gioiose e godibili, piacciono soprattutto ai bambini ma anche ai giovincelli e ai vecchietti. Esse celebrano l’apprendimento, l’amicizia, la crescita, la scuola come luogo di avventura e di scoperta, unito allo studio di lettere e numeri, memoria e recitazione.

Vado a scuola, vedo amici,
gioco, parlo, imparo, rido.
più si è, più si è felici,
degli amici io mi fido.
(La Scuola – Roberto Piumini)

Come il mulino odora di farina
e la chiesa d’incenso e cera fina,
sa di gesso la scuola.
È il buon odor che lascia ogni parola
scritta sulla lavagna
come un fioretto in mezzo alla campagna.
(Odor di cose buone – Renzo Pezzani)

C’è una scuola grande come il mondo.
Ci insegnano maestri, professori,
avvocati, muratori,
televisori, giornali,
cartelli stradali,
il sole, i temporali, le stelle.
Ci sono lezioni facili
e lezioni difficili,
brutte, belle e così così.
Ci si impara a parlare, a giocare,
a dormire, svegliarsi,
a voler bene e perfino
ad arrabbiarsi.
Ci sono esami tutti i momenti,
ma non ci sono ripetenti:
nessuno può fermarsi a dieci anni,
a quindici, a venti,
e riposare un pochino.
Di imparare non si finisce mai,
e quel che non si sa
è sempre più importante
di quel che si sa già.
Questa scuola è il mondo intero
quanto è grosso:
apri gli occhi e anche tu sarai promosso.
(Una scuola grande come il mondo – Gianni Rodari)

Comincia quando il gran caldo finisce,
quando il gran caldo comincia, finisce.
Se non hai capito cosa è,
ascolta bene me!
Tu conosci bene questa parola.
(La scuola – Luigi Grossi)

Anche i grandi a scuola vanno
tutti i giorni di tutto l’anno.
Una scuola senza banchi,
senza grembiuli né fiocchi bianchi.
E che problemi, quei poveretti,
a risolvere sono costretti:
“In questo stipendio fateci stare
vitto, alloggio e un po’ di mare”.
(La scuola dei grandi – Gianni Rodari)

Or la bambina è grandicella,
le han comprato la cartella
e comincia a far la spola:
scuola e casa, casa e scuola.
Senza andar troppo lontano,
va imparando piano, piano,
con la buona volontà,
mille cose che non sa!
(A scuola – Lina Schwarz)

Finalmente la bidella
fa suonar la campanella,
intervallo benvenuto
sei arrivato in nostro aiuto!
(L’intervallo – Monica Sorti)

Nel mondo ci sono maestri un po’ maghi
Ci sono, non solo se paghi
Nel mondo il sapere che vuoi si conquista
Nel supermercato si acquista
E allora rispondi con una parola
Com’è che la vuoi la tua scuola?
(Per una scuola che assomigli al mondo – Bruno Tognolini)

Sono nati dentro il cuore
tanti amici, tanto amore;
un maestro, una maestra,
pezzi belli di un’orchestra.
(Filastrocca del ritorno a scuola – Giuseppe Bordi)

Maestra, insegnami il fiore ed il frutto.
Col tempo, ti insegnerò tutto.
Insegnami fino al profondo dei mari.
Ti insegno fin dove tu impari.
Insegnami il cielo, più su che si può.
Ti insegno fin dove io so.
E dove non sai? Da lì andiamo insieme.
(Filastrocca delle buone maestre – Bruno Tognolini)

Suona la campanella
scopa scopa la bidella,
viene il bidello ad aprire il portone,
viene il maestro dalla stazione
viene la mamma, o scolaretto,
a tirarti giù dal letto…
(Il primo giorno di scuola – Gianni Rodari)

Filastrocca della Scuola
dove il tempo passa, vola!
Si sta bene con gli amici
sui quaderni a far cornici,
a giocar nell’intervallo
a inventare un nuovo ballo,
ad attender la pagella,
anche se non troppo bella,
perché è “super”, in compagnia,
condivider l’allegria!
(Filastrocca della scuola – Marzia Cabano)

Insegnante tieni duro
sei custode del futuro.
(Insegnante tieni duro – Giuseppe Bordi)

Da Oriente a Occidente
il sole apre le scuole,
i gessetti cantano
sulle lavagne nere le parole
più bianche di tutte le lingue.
(Il turno – Gianni Rodari)

A casa io gioco
A scuola io faccio
A casa è il mio fuoco
A scuola è il mio abbraccio
A casa c’è Mamma
A scuola Maestra
A casa TV
A scuola finestra
(Filastrocca di casa e scuola – Bruno Tognolini)

Un dì mi ci portarono
e mi lasciaron là,
come un meschino passero
che ancor volar non sa.

Vociavano e ridevano
i bimbi intorno a me;
io cominciai a piangere
senza saper perchè.

Una bimbetta piccola
lenta si avvicinò;
avea una mela ruggine,
disse: “Ne vuoi un po’?”.

E me la diede a mordere
fino che ce ne fu,
poi mi asciugò le lacrime
ed io non piansi più.
(Il primo giorno di scuola – Lina Schwarz)

Oh, sì! prendiamo la cartella scura,
il calamaio in forma di barchetta,
i pennini, la gomma e la cannetta,
la storia sacra e il libro di lettura…
(Ritorno a scuola – Marino Moretti)