Chi ha paura della matematica?

matofobiaIl termine “matofobia” deriva dalla fusione delle parole matematica e fobia e, quindi, il suo significato è proprio paura della matematica, ovvero antipatia per la disciplina. In realtà, data la radice greca della parola matematica (máthema, ovvero apprendimento), il termine può essere inteso in senso più ampio come paura per l’apprendimento. La matofobia (=paura della matematica) è un fenomeno sempre più diffuso nelle nostre aule. I docenti si confrontano costantemente con questa realtà e dovrebbero inventarsi strategie sempre più nuove per contrastarla strenuamente. Rientra nei compiti degli insegnanti capire quando gli studenti, soprattutto quelli che frequentano la scuola primaria, manifestano dei sintomi tipici della matofobia, ovvero:
 affanno;
 eccessiva sudorazione;
 nausea;
 bocca asciutta;
 sensazione di malessere generale ripetuto;
 tremore;
 palpitazioni;
 mancata chiarezza espositiva.

Una volta individuato il problema, bisogna risalire alla sua origine, cercare di capire quali sono le motivazioni che spingono gli allievi a manifestare questi sintomi quando affrontano lo studio della matematica. In molti casi (affermiamolo pure con convinzione), sarà sgradevole scoprire come la loro paura dipenda dalle nostre metodologie, dai nostri comportamenti, etc.
Di seguito alcuni semplici consigli da dare agli studenti per iniziare ad affrontare il blocco psicologico derivante dalla matofobia.

  1. La matematica non è una disciplina arida, né sono necessarie delle particolari attitudini congenite. Le abilità matematiche possono essere acquisite.
  2. Effettuare i calcoli di base senza l’uso del calcolatore, soprattutto nelle situazioni di vita quotidiana: quando si va a fare la spesa, quando si va in pizzeria con amici.
  3. Provare a risolvere problemi giornalmente, curandosi di scartare i problemi più difficili o di spezzarli in sotto-problemi più semplici.
  4. Non bisogna disperarsi quando non si riesce a risolvere un problema, ma è più utile chiedere aiuto ai compagni, agli amici, ai genitori, all’insegnante.
  5. Quando il contesto classe è ritenuto troppo dispersivo e avvilente, trovare le giuste persone con le quali studiare.
  6. Internet offre tantissimi software e corsi di base per la matematica. Il loro uso può aiutare la comprensione della matematica.
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