A scuola di CLIL

Il presente manuale intitolato “A scuola di CLIL”, a cura di Antonella Motta, vuole essere uno strumento capace di offrire materiale d’uso pratico, pronto per essere adattato in base al contesto di riferimento delle future classi CLIL1, per quegli attori della formazione che sentono di essere sempre più protagonisti del difficile raccordo tra competenze acquisite a scuola e spendibilità delle stesse sul territorio.

La condivisione di questo contenuto parte da una considerazione d’ordine pratico: stiamo facendo qualcosa di nuovo; cerchiamo di saperne di più e di appassionarci alla materia per farla nostra, ragion per cui si è scelto di approfondire questa tematica d’attualità che, attraverso l’approccio CLIL, moltiplica gli stimoli legati alla lingua straniera mediante opportuni “ambienti di apprendimento”.

Scorrendo i contenuti, il manuale si apre su una panoramica di stampo epistemologico e conoscitivo per collocare l’approccio CLIL in maniera chiara rispetto alla tradizione didattica. Nel secondo capitolo sono proposte le scelte effettuate dal corpo docente nel contesto europeo, con esempi pratici.

Il quadro italiano e, nello specifico, quello della realtà locale siciliana, viene studiato nel corso dello stesso capitolo per sondare la vitalità del progetto CLIL ed offrirne uno spaccato attuale.

Entrando nel vivo del manuale, si propone l’analisi di strumenti informatici innovativi, volti a coadiuvare la creazione di attività didattiche allineate rispetto all’intento che il CLIL sottende.

Il terzo capitolo, infatti, presenta le varie fasi di implementazione progettuale che portano al cuore pulsante del manuale, ossia il diario di bordo, sviluppato nel quarto e approfondito, infine, nel quinto capitolo.

Schede di valutazione, schede di implementazione e schemi di organizzazione progettuale, sono presentati all’interno di questi capitoli, insieme a documenti e questionari somministrati in classe.

L’esempio di unità di apprendimento, corredata da materiale visivo e successivamente commentata nel corso del quarto capitolo, vuole offrire un esempio propedeutico al riciclo di idee da poter usare e riproporre migliorate ed arricchite nelle proprie classi CLIL. La disquisizione sull’impiego di materiali ad hoc, infatti, consentirà di guadagnare un punto di vista responsabile e critico sulle possibili vie percorribili nella sperimentazione CLIL, anche per ponderare l’opportunità o l’inutilità di certe risorse e le eventuali modalità d’integrazione del CLIL, per una sperimentale implementazione di esso all’interno della classe di riferimento.

Il quinto capitolo, autentico nell’intento e nel contenuto, propone, infine, una fase progettuale che coinvolgerà l’ambito d’insegnamento di una disciplina scientifica veicolata in lingua inglese in una classe CLIL studiata da vicino.

Contenuto perno, questo, proprio perché suggella, con il suo risvolto pratico, l’utilità che il manuale si propone. La realtà tangibile dell’implementazione CLIL in una terza classe liceale, ci ha permesso di penetrare concretamente la sfida che ci vedrà impegnati, auspicabilmente come docenti CLIL, così come si prevedeva già nel 2012, l’anno di entrata in vigore della Riforma dei Licei.

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