Wonder

Film drammatico di Stephen Chbosky. Anno d’uscita: 2017. Durata: 1 h e 53 minuti
Attori: Julia Roberts, Jacob Tremblay, Owen Wilson, Mandy Patinkin, Ali Liebert, Daveed Diggs
Destinatari: Scuole Secondarie di  I e II grado

Wonder è un film per tutti, porta avanti il tema del diverso e della difficoltà dei bambini, in generale, ad inserirsi in un nuovo contesto, altro dalla famiglia che li ha protetti nei primi anni di vita; svolgendo questo argomento dai diversi punti di vista degli interpreti, dà un quadro sfaccettato e poliedrico della situazione. Questa particolarità è già nell’omonimo bestseller di R.J. Palacio da cui è tratta la sceneggiatura; il film è diretto da Stephen Chbosky che nel precedente “Noi siamo infinito” aveva dato prova di saper lavorare sulle difficoltà dei giovani alla ricerca della propria identità.

Auggie, bambino di dieci anni, è nato con una malformazione particolare che lo ha costretto a subire numerosissime operazioni per poter respirare e alimentarsi, ma ancora non ha un viso considerato normale dagli altri.

La storia di August Pullman, questo il suo nome per esteso, coinvolge non solo perché racconta una vita molto particolare, ma anche perché rappresenta le difficoltà di chiunque abbia paura di non essere accettato dagli altri e, in particolare, dal gruppo di riferimento, in questo caso quello scolastico dei compagni delle medie.

Come molti bambini anche il nostro protagonista sogna di diventare un astronauta, ma ha un motivo in più per farlo: il casco della tuta spaziale è perfetto per nascondere il suo viso.

Gli spunti e le trovate si susseguono in maniera originale e coinvolgente.
La particolarità e il punto di forza del film è affrontare con ottimismo e delicatezza temi come l’amicizia, la crescita personale, la solitudine e le problematiche relative al bullismo senza soffermarsi unicamente sul personaggio di Auggie ma allargando lo sguardo alle persone che gli stanno intorno e alle dinamiche che li coinvolgono.

Così, come per il fratellino è difficoltoso non solo essere accettato dal gruppo, ma addirittura mostrarsi agli altri, per la sorella più grande, che pur lo ama molto, è stato difficile, e lo è ancora, mettersi sempre da parte davanti all’importanza data dai genitori a lui. Le sentiremo dire:

“Auggie è il sole. Io, mamma e papà siamo i pianeti che ruotano attorno al sole”

Una storia di formazione di grande forza emotiva, perché, vista dall’angolazione di tutti quelli che vi partecipano, anche i coetanei del piccolo, i suoi compagni di scuola media, che NON SANNO ACCETTARLO, ma a loro volta hanno e soffrono problemi di accettazione della propria realtà interiore.

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