Agora. Un film sulla figura della matematica, astronoma e filosofa Ipazia di Alessandria

Agora (Agorà) è un film del 2009 diretto dal regista Alejandro Amenábar, uscito in Italia il 23 aprile 2010. Il film narra in forma romanzata la vita della matematica, astronoma e filosofa greca Ipazia, conclusasi col suo assassinio per mano di un gruppo di fanatici parabolani, nel marzo del 415.

Alla fine del IV secolo, le tensioni tra cristiani e pagani si accentuano ad Alessandria d’Egitto, dove coesistono una nutrita comunità cristiana e il celebre tempio pagano di Serapide. La tensione sfocia in occasionali episodi di violenza.

Nel Serapeo, la filosofa Ipazia predica la tolleranza e si dedica alla difesa della conoscenza classica, nonché ad ardite riflessioni d’astronomia che portano a dubitare del modello geocentrico aristotelico-tolemaico, giudicandolo troppo artificioso. Teone, padre di Ipazia, mostra proprio una convinta ostilità nei confronti dei cristiani.

La comunità pagana di Alessandria si riunisce e Teone concorda con gli esponenti più facinorosi riguardo alla necessità di aggredire fisicamente i Cristiani, nonostante il parere contrario d’Ipazia. Tuttavia, dopo l’assalto iniziale in pubblica piazza, i pagani si ritrovano in netta inferiorità numerica, e devono ritirarsi all’interno delle mura del Serapeo, che comprende lo sfarzoso tempio e anche la famosa Biblioteca di Alessandria.

Durante la notte, l’assedio alle mura viene posto in stallo dall’intervento della guardia cittadina, su ordine del Pretore. Tuttavia, la mattina dopo un ambasciatore rende noto ai pagani trincerati le volontà dell’Imperatore Teodosio II: non saranno puniti per l’attacco ai Cristiani, ma dovranno ritirarsi dal Serapeo e i Cristiani saranno liberi di entrarvi.

I pagani fuggono dall’uscita posteriore del tempio, non prima di aver però portato con sé diversi scritti di teatro, filosofia e matematica, che altrimenti verrebbero sicuramente distrutti insieme alla Biblioteca dalla folla inferocita, come appunto avviene.

Davo sceglie di non fuggire insieme a Ipazia e gli altri, bensì di unirsi agli zeloti nella distruzione del Serapeo, odiato simbolo della cultura classica e pagana. Segretamente infatuato della sua padrona, torna poi nella sua casa per abusare di lei, ma desiste appena cominciato e se ne vergogna. Ipazia sceglie di liberarlo per scacciarlo dalla propria dimora, mentre Teone muore in seguito all’infezione della ferita durante gli scontri con i cristiani.

Passano diversi anni, durante i quali il paganesimo scompare dalla vita pubblica alessandrina e il Cristianesimo assume una posizione sempre più dominante nella società dell’Impero. Il vescovo Cirillo, che condivide le politiche di obliterazione dei culti pagani come predetto pochi anni prima da Teodosio, minaccia l’ordine sociale dal prefetto Oreste, ex-allievo di Ipazia. Scoppia inoltre un conflitto con la comunità ebraica locale, che viene assalita dai parabolani, guidati da Ammonio, al teatro. Gli ebrei decidono di vendicarsi nottetempo, attirando con l’inganno nella cattedrale decine di cristiani e massacrandoli a colpi di pietre. Ne segue una persecuzione su vasta scala degli ebrei, che vengono uccisi pubblicamente e poi ammassati in grandi pile funerarie.

Frattanto, Ipazia continua i propri esperimenti sul modello eliocentrico, iniziando a covare dubbi riguardo un’orbita perfettamente circolare dei pianeti. La situazione si aggrava ulteriormente quando Oreste, seppure cristiano e battezzato, rifiuta di inginocchiarsi dinnanzi alle Sacre Scritture durante una pubblica messa, dopo che Cirillo ne ha letto un passo di San Paolo che diffida le donne dall’insegnare agli uomini. Si scatenano così pesanti maldicenze sull’influenza negativa che Ipazia, dichiaratasi non cristiana di fronte al Concilio, avrebbe su Oreste. Ammonio colpisce Oreste scagliandogli una pietra all’uscita della Chiesa, e viene così messo a morte, ma ormai su Ipazia gravano le accuse di empietà e stregoneria. Proprio mentre lei finalmente intuisce che i pianeti si muovono su orbite ellittiche, i parabolani, ora fuori di sé, decidono di linciarla.

Davo ode questi discorsi e corre a casa della sua ex-padrona per avvertirla, ma scopre che si è nuovamente recata al Concilio, dove Oreste le ha offerto un’ultima possibilità di scampare alla furia del popolo: battezzarsi, come hanno già fatto, seppur loro malgrado, tutti i membri del Concilio non cristiani. Ipazia rifiuta, ma sulla via per tornare alla propria dimora viene sequestrata da un gruppo di zelanti, che la portano in una chiesa isolata per scorticarla viva. Davo, che si è unito al gruppo strada facendo, propone invece di lapidarla per evitare il contatto con il suo sangue impuro. Approfittando del tempo necessario agli zelanti per raccogliere le pietre fuori dalla chiesa, si avvicina a Ipazia e, con il suo tacito consenso, la soffoca, risparmiandole così una morte ben più dolorosa per mano degli zelanti.

Una volta nella vita

Anne Gueguen  insegna da 20 anni storia, geografia e storia dell’arte nel Liceo “ Leon Blum” , nella periferia di Creteil, a sud est di Parigi. Il primo giorno di scuola si presenta ai suoi alunni dicendo “ Insegno da 20 anni e mi piace insegnare. Vedrete che le mie lezioni non saranno pesanti”. ( La prof  in realtà  si chiama Anne Anglés  e i fatti sono avvenuti  nell’anno scolastico 2008/09).

La ascolta una classe numerosa, distratta, multietnica, con ragazzi dalle enormi cuffie, con i berretti calati sulla faccia e le ragazze che si asciugano lo smalto alle unghie. Anne non demorde. Da’ del lei agli alunni, impone regole di civile convivenza e , sempre attenta, sa ascoltare, comprendere, osservare, tacere. L’edificio è moderno, pulito ; le aule spaziose, gli arredi nuovi. Eppure i ragazzi sono a loro agio solo nel cortile, quando giocano al pallone, si scambiano le confidenze. Fanno fatica a seguire, a capire i docenti che cambiano ogni 50 minuti e si lamentano  per le assenze, i ritardi, la mancanza di impegno.

Anne usa le immagini per spiegare la religione nel medioevo e fa domande, stimola ciascuno a rispondere. Ragazze e ragazze, mussulmani, ebrei, bianche e di colore, cinesi,  francesi in esigua minoranza,partecipano, intervengono.

A poco a poco  la  regista ci fa entrare nelle case di questi ragazzi e scopriamo vissuti di sofferenza, di abbandono: madri alcolizzate e assenti, madri che fanno le pulizie nelle case dei ricchi.

La prof prende al volo un’occasione per giocare la sua ultima carta. L’ultimo consiglio di classe è stato un vero disastro e solo Anne ha avuto il coraggio di essere ottimista con i suoi ragazzi, capaci di far piangere supplenti malcapitate.  C’è un concorso nazionale della Resistenza e della Deportazione del Ministero della Pubblica Istruzione dal titolo “I bambini e gli adolescenti nel sistema concentrazionario nazista” ,che  chiede di raccontare dei bambini e dei ragazzi vittime del genocidio nazista.

Dopo molte resistenze la classe accetta  la sfida. Con la professoressa  in classe lavora per il concorso la bibliotecaria della scuola (a proposito interroghiamoci sullo stato delle  biblioteche scolastiche in Italia..).

La ricerca, il problema da risolvere, richiede l’impegno di tutti. “ Io ho fiducia in voi-ribadisce la prof-, siete voi che dovete avere più fiducia in voi stessi”. E i ragazzi, ciascuno “ riconosciuto” nella sua unicità dalla sua prof.,   cominciano  a lavorare in gruppo;nasce subito la gara , le gelosie, le ripicche; qualcuno si tira indietro. Anche il preside cerca di far desistere la prof.” La sua seconda è tra le peggiori professoressa. Non sarebbe meglio impiegare questo decisivo trimestre, cercando di salvare il salvabile”..La prof  non replica, risponde con un sorriso. Chiama in biblioteca un testimone,l’ex deportato Léon Ziguel , che aveva quindici anni quando è stato portato a Buchenwald. La sua testimonianza è struggente. E uno dei ragazzi gli chiede “ Chi vi ha dato la forza di resistere?”.Il testimone risponde “ Avevo solo quindici anni e pensavo..Come saranno orgogliosi i miei amici quando tornerò a casa e racconterò tutto quello che sono stato capace di sopportare..”. Tutti insieme portano a termine il  lavoro che si intitola “ Io sono un’eccezione…”.La ricerca è frutto di un uso intelligente di internet, che  i ragazzi hanno imparato ad usare in modo consapevole perché motivati, incoraggiati. Nella ricerca ciascuno ha potuto, confrontandosi con gli altri, mettere se stesso, le proprie ansie, paure, convinzioni, ideali.

Arriva la convocazione a Parigi. La classe è tra le tre finaliste. Sono tutti tirati a lucido, emozionati. La professoressa ha in bella evidenza sul suo abito elegante la spilla che i ragazzi le hanno regalato andando insieme a Bruxelles per un viaggio d’istruzione. Con loro i genitori.

Incredibile ce l’hanno fatta, hanno vinto e la loro emozione è la nostra di docenti e dirigenti che con i nostri ragazzi abbiamo vinto tante battaglie e continuiamo ad essere orgogliosi del nostro splendido, difficile, indispensabile lavoro.

Nelle scritte che chiudono il film, dopo che abbiamo visto la professoressa salutare i suoi nuovi alunni ripetendo ..” Mi piace insegnare…”, veniamo a sapere che 20 di quei ventidue ragazzi si sono diplomati con il massimo dei voti, e uno di essi, Ahemed Dramè ,quello a cui piaceva solo il cinema, ha contattato la regista e del film è uno degli sceneggiatori.

Il   film   Una volta nella vita  in francese si intitolava, in modo forse più accurato, Les héritiérs, gli eredi. Perché è questo che sono i giovani, musulmani, ebrei o cattolici che siano: eredi della memoria, che nel film raccolgono e fanno proprio il giuramento dei prigionieri sopravvissuti nel campo di Buchenwald, pronunciato nell’aprile 1945, cioè l’impegno a testimoniare e a non permettere la cancellazione del ricordo di quello che è stato e che oggi, nonostante l’affiorare di nuove ideologie di morte, tendiamo troppo spesso a dimenticare, nonostante la sua enormità.

Consigliato a tutti quelli che amano la scuola e ai nostri governanti.
Il libro della storia vera che ha commosso la Francia e che ha ispirato il film potrete acquistarlo su Amazon:

Remember

film rememberUn film per la Shoah per le scuole superiori e la terza media. “Remember” è un film di Atom Egoyan con Christopher Plummer e Martin Landau.
Il film è uscito nel mese di febbraio di quest’anno, 2016.

Remember è la storia ai giorni nostri di Max (Martin Landau) e Zev, (il premio Oscar Christopher Plummer), anziani, malati, vivono all’interno di un ospizio e scoprono che il nazista che assassinò la loro famiglie circa 70 anni prima, nel campo di sterminio di Auschwitz, vive attualmente in America sotto falso nome. Malgrado le evidenti sfide che la scelta comporta, a causa della demenza senile di Zev e per il fatto che Max è inchiodato su una sedia a rotelle, decidono di portare a termine una missione per rendere una giustizia, troppo a lungo rimandata, ai loro cari, portandola a compimento con una mano tremolante e nello stesso tempo, ferma. La loro decisione dà l’avvio a uno straordinario viaggio con conseguenze sorprendenti.

Remember è una storia avvincente in cui il capitolo più tragico della del XX secolo entra in collisione con una missione di vendetta compiuta ai giorni nostri.

Remember è un film che può rappresentare un utile strumento didattico per introdurre gli studenti all’analisi degli eventi della II Guerra Mondiale e dell’Olocausto attraverso un punto di vista assolutamente originale.

Malala

MALALA è un ritratto intimo e personale del Premio Nobel per la Pace Malala Yousafzai, divenuta un obiettivo dei talebani e rimasta gravemente ferita da una raffica di proiettili durante un ritorno a casa sul bus scolastico, nella valle dello Swat in Pakistan.
Allora quindicenne era stata presa di mira, insieme a suo padre, per la sua battaglia a favore dell’istruzione femminile e l’attentato di cui rimase vittima ha suscitato l’indignazione e le proteste di sostenitori da tutto il mondo. Miracolosamente sopravvissuta, ora conduce una campagna globale per il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini nel mondo, come co-fondatrice del Fondo Malala.
Il celebrato regista di documentari Davis Guggenheim (UNA SCOMODA VERITÀ, WAITING FOR “SUPERMAN”), vincitore di un Oscar®, ci mostra l’impegno di Malala, di suo padre Ziauddine della sua famiglia nella battaglia per l’istruzione femminile a livello globale. Il film è uno sguardo sulla vita di questa ragazza straordinaria – dal profondo rapporto con suo padre che ha ispirato il suo amore per l’istruzione, al suo appassionato discorso alle Nazioni Unite, alla sua vita quotidiana con i genitori ed i fratelli.

Durata 93 minuti. Il film originale è indicato per la scuola secondaria di I e II grado. Per i più piccoli si consiglia la versione per bambini di Viviana Mazza.

Inside out

filmInside Out è un film d’animazione del 2015 realizzato dai Pixar Animation Studios e distribuito dalla Walt Disney Pictures. Il film, diretto da Pete Docter insieme al co-regista Ronnie del Carmen, è basato su un’idea originale dello stesso Docter.
Data di uscita: 16 settembre 2015 (Italia)
Durata: 1h 42m
Musica composta da: Michael Giacchino

Trama – Protagonista di Inside Out è la giovane Riley che, costretta a trasferirsi con la famiglia in una nuova città, deve fare i conti anche con le emozioni che convivono nel centro di controllo della sua mente e guidano la sua quotidianità, e che non sono d’accordo su come affrontare la vita in una nuova città, in una nuova casa e in una nuova scuola. Gioia è il motore del gruppo e mantiene tutti attivi e felici; cerca sempre di vedere il lato positivo delle cose. Paura è una sorta d’impiegato perennemente stressato: ha sempre paura di perdere il suo lavoro ma, poiché lui è il suo lavoro, questo non accadrà mai. Rabbia è arrabbiato: sa che i membri del gruppo hanno buone intenzioni e fanno del loro meglio ma, a differenza sua, non sanno come funzionano le cose. Quando è troppo esasperato, la sua testa prende fuoco. Disgusto è molto protettiva nei confronti di Riley; ha delle aspettative alte verso il prossimo ed è poco paziente. Tristezza è divertente, anche nel suo essere triste: è intelligente e sempre previdente ma rappresenta una vera e propria sfida per Gioia.

Il volume con la storia del nuovo film “Inside Out” corredata da illustrazioni è in vendita su Amazon:

Galileo Galilei

Galileo è un film del 1968 diretto da Liliana Cavani e interpretato da Cyril Cusack e Georgi Kalojančev e della durata di 95 minuti.
Il film narra la vita di Galileo Galilei (1564-1642), dai 28 anni quando ha i primi dubbi sulla veridicità del sistema tolemaico ai 69 anni quando, dopo un ingiusto processo, è costretto ad abiurare le sue tesi per evitare la tortura. Mente brillante e padre della scienza moderna, Galileo si scontra con l’ottusità e i pregiudizi del mondo seicentesco.