Paura nella grotta

pauraCi siamo spinte sul fondo della grotta e abbiamo guardato fuori. Davanti a noi era fermo un cinghiale enorme con le zampe ben piantate a terra e due grosse zanne minacciose.
-Valentina! Adesso entra! – ha balbettato Laura con un filo di voce.
Eravamo bloccate e non sapevamo come uscire da quella trappola.
– Quando se ne andrà? – mi ha chiesto Laura.
– Forse quando avrà fame. Sembra che non osi entrare – ho detto a Laura. – Ho l’impressione che finché resteremo qui dentro saremo al sicuro. Dovrà pure andarsene, prima o poi…
Laura si è addossata alla parete, ha sospirato e ha detto: – Come vorrei che ci fosse mio padre, qui con noi!
Fuori intanto diventava sempre più buio e sul bosco stava scendendo una calma irreale.
Il tempo passava, ma il cinghiale non accennava ad andarsene. Sotto le nostre mani, che tastavano le pareti, non abbiamo trovato buchi né rientranze. Nessuna via di fuga.

Poco dopo è arrivata la pioggia. L’acqua, prima intermittente, poi sempre più fitta, cadeva davanti alla nostra grotta con scrosci regolari. Il cinghiale restava immobile e si lasciava lavare dalla pioggia, che gli formava una grossa pozzanghera intorno.
Poi un lampo ha squarciato il buio e un tuono ha scosso gli alberi fino alle radici. Allora il cinghiale ha avuto un sussulto, si è voltato ed è fuggito via grugnendo in modo selvaggio.
– Appena smette di piovere ce ne andiamo – ho detto.
Il temporale e la pioggia sono durati almeno un’ora, poi il cielo ha cominciato a schiarirsi. Ci siamo avvicinate all’imbocco della grotta tenendoci per mano e abbiamo guardato fuori.
Prima di lasciarci la grotta alle spalle, le ho lanciato un’ultima occhiata: ero certa che non l’avrei più rivista nella mia vita.
Fuori dalla grotta i nostri passi facevano cic ciac sul terreno e, a ogni fruscio, il nostro cuore pareva fermarsi.
La pioggia aveva gonfiato il ruscello e se lo avessimo attraversato avremmo rischiato di essere trascinate via dalla corrente…
Poi qualcuno ha urlato: – Dammi la mano!
Laura ha lanciato un grido che ha superato il fragore dell’acqua e ha ripetuto:
– Papà! Papà! Papà!

[Angelo Petrosino, Valentina – In vacanza con i nonni, Piemme]

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