Blended learning – infografica

Blended learning. Un’infografica sulle diverse tipologie e sugli strumenti utili

Nella breve infografica allegata, gli autori di ETML spiegano le nozioni di base che stanno dietro alla cosiddetta modalità di apprendimento di tipo blended, detto appunto Blended Learning. All’interno dell’infografica è anche possibile trovare quelle che sono ritenute le applicazioni offerte dal web 2.0, essenziali per l’implementazione in classe di questa modalità di apprendimento misto. L’infografica è offerta con licenza di tipo Creative Commons e, quindi, è possibile condividerla, stamparla e utilizzarla, purché si citi la fonte.

Ricordiamo che il blended learning è una metodologia didattica che combina le lezioni cosiddetta frontali con le attività da svolgere indipendentemente a casa, mediante l’uso del proprio personal computer.

Esistono sei differenti modelli di blended learning, che di seguito vengono brevemente descritti.

1) Face-to-face driver

Viene utilizzato in base ai singoli casi, in quanto è pensato per i percorsi individualizzati.

2) Rotation

E’ quel modello che comporta un costante rovesciamento dell’insegnamento in aula con l’apprendimento on-line

3) Flex

E’ la modalità di blended learning che prevede principalmente sessioni online, con successivi incontri in presenza.

4) Online lab

L’insegnamento online è previsto interamente in un ambiente di tipo tradizionale (aula) sotto la supervisione di un docente istruttore.

5) Self-blend

Gli studenti hanno la possibilità di migliorare la loro formazione attraverso corsi on-line

6) Online Driver

L’apprendimento avviene interamente online con feedback da parte degli istruttori.

#IMiei10Libri

imiqi10libriL’iniziativa ha lo scopo di promuovere la lettura e la cultura, di formare lettori motivati e consapevoli, di accrescere e alimentare il desiderio di imparare e apprendere, di sottolineare la funzione della lettura come indispensabile pratica educativa e formativa, di rafforzare il ruolo e la visibilità delle biblioteche scolastiche intese, oggi, nella loro nuova accezione di laboratori e ambienti innovativi in cui, anche attraverso nuove metodologie didattiche, coltivare e sviluppare conoscenze, saperi, attitudini e abilità trasversali.
A tal fine gli studenti sono chiamati a votare i libri preferiti che, anche in formato digitale, andranno ad arricchire le biblioteche scolastiche dei loro istituti.
Link: http://ext.pubblica.istruzione.it/iMiei10Libri/scegliIlTuoLibro

L’applicazione al momento non è disponibile. Ce ne scusiamo. O forse è qualcun altro più in alto che dovrebbe scusarsi.

Palestra Invalsi e Competenze

Palestra INVALSI e Competenze Italiano e Matematica classe 2 e 5 AUTORE A. BANCHIOC. COSTAMAGNA, P. MANIOTTI CASA EDITRICE DE AGOSTINI

Prepararsi ai test nazionali e verificare il raggiungimento dei traguardi delle competenze

a9dbf685bf54d8ca6e13f4add1a1b67dUn utile strumento per far allenare i bambini alle prove nazionali Invalsi: esercizi, impostati su modello delle prove nazionali che aiutano i bambini ad arrivare preparati al momento della verifica “istituzionale”. Arricchisce il percorso la sezione dedicata alla verifica delle competenze, pensata per monitorare, nel corso dell’anno, il raggiungimento dei traguardi per lo sviluppo delle competenze. Le guide supportano il lavoro dell’insegnante fornendo il quadro di riferimento normativo, le soluzioni di tutti i quesiti, le griglie di registrazione dei risultati sia individuali sia di classe.

Contenuti digitali

Nell’area dedicata alle estensioni online per i testi in adozione, è disponibile un pratico registro interattivo, semplice da utilizzare, per correggere le prove in modo facile e veloce.

Nella sezione Palestra INVALSI si trovano numerose risorse per preparare gli alunni ai test nazionali.

Elementi di apprendimento generale sui BES nel contesto italiano

a cura dell’ insegnante di scuola primaria Lorenzo Satanassi

– Possiamo dire che storicamente la nozione di bisogni educativi speciali conosciuto con l’acronimo Bes o con l’acronimo inglese sen special educational needs compare per la prima volta in Inghilterra nel rapporto Warnock nel 1978. In questo documento si suggerisce la necessità di integrare, nelle scuole della Gran Bretagna gli alunni tradizionalmente diversi, attraverso l’adozione di quello che è un approccio inclusivo che si basa sull’individuazione individuazione di obiettivi educativi comuni a tutti gli alunni, indipendentemente dalle loro abilità o disabilità. Successivamente, con lo Special Educational disability act del 2001, viene affermata quella che è essenzialmente la necessità di prevenire ogni forma di discriminazione riguardo l’ammissione a scuola degli alunni con bisogni educativi speciali  promuovendo così quella che è la loro piena partecipazione alla vita scolastica , e coinvolgendo anche le famiglie purché però non sia incompleto con l’utilizzo efficiente delle risorse. All’inizio il termine sen sia in quello che è il contesto inglese ma anche in quelle che sono le rilevazioni internazionali è stato utilizzato avendo come riferimento l’approccio biomedico alla salute e alla malattia e quindi possiamo dire che questo approccio utilizza il concetto di normalità come elemento di comparazione per definire quella che è una condizione normale ascrivibile all’ individuo e riconducibile essenzialmente a fattori biologici e individuali classifica entro determinate categorie espressi in termini di malattia come ad esempio l’ esito di una menomazione, di una patologia ma anche di problematiche psico affettive, oppure come condizioni socio-economiche a rischio di emarginazione sociale. I limiti  dell’ approccio Bio-Medico non solo in ambito scolastico e quindi  non solo in ambito educativo risiedono in quella che è la stigmatizzazione cioè il frutto dell’etichettatura nella delega agli operatori sanitari che hanno il compito di riabilitare il deficit e ridurre la distanza dalla normalità e nel mettere in secondo ordine l’ approccio in chiave pedagogica che tiene alte le attese educative riguardo alla potenzialità di sviluppo degli alunni con disabilità e indirizzandoli verso la capacità di convivere con le proprie difficoltà ,fondata su quella che è nella progressiva costruzione l’atteggiamento di fiducia in se stessi e anche di una realistica e positiva immagine dei propri punti di forza e debolezza e anche di quelle che sono le capacità di cogliere le opportunità offerte dall’ambiente scolastico  dal più ampio contesto sociale. Tuttavia la definizione che è stata fornita da Dario Ianes nel 2005  è assolutamente nuova ma era anche distante  da questo approccio. Quindi notiamo anche delle differenze e infatti la prima differenza è quella che riguarda l’ampiezza della condizione di bes estendibile oltre agli alunni che sono inclusi nelle categorie di disabilità a tutti quegli alunni che vanno male a scuola per una varietà di ragioni che sono note nel loro impedire un progresso ottimale. Poi abbiamo una seconda differenza di cui questi alunni necessiteranno ma che non dipenderà dalla misura della loro difficoltà ma dipenderà essenzialmente da quanto la scuola avrà bisogno di adattare il curricolo e quindi l’insegnamento ma anche quella che è la sua organizzazione e le risorse aggiuntive umane o materiali per raggiungere un apprendimento efficace e infatti possiamo dire che la definizione proposta da Ianes è la seguente: il bisogno educativo speciale e qualsiasi difficoltà evolutiva , inambito educativo e/o istituzionale, causato da un funzionamento nei vari ambiti definiti dall’antropologia ICF (International classification of functioning disability and Health),  problematico per il soggetto in termini di danno,   ostacolo al suo benessere, limitazione della sua libertà e stigma sociale,  indipendente dall’ eziologia strutturale (Bio-familiare, ambientale, culturale, ecc.) e che necessita di educazione speciale individualizzata possiamo quindi dire che i bes riguardano tutti gli alunni , che accanto ai bisogni educativi normali e cioè a quelle di sviluppo delle competenze ma anche di appartenenza sociale d’ identità e autonomia ma anche di valorizzazione e di autostima e di accettazione hanno anche bisogni speciali che sono più complessi e difficoltosi, talvolta sono patologici cioè sono generate da quelle che sono determinate condizioni fisiche o da fattori personali o ambientali che creano difficoltà di funzionamento educativo ma anche di funzionamento apprenditivo quindi possiamo dire che funzionamento educativo ma anche apprenditivo non è altro che il  risultato globale delle reciproche influenze che sono esercitate durante il percorso evolutivo e di crescita dalle condizioni fisiche ma anche dai contesti in cui lo studente cresce e sono: le relazioni, le esperienze,  gli ambienti fisici, ma soprattutto da quelle che sono le sue caratteristiche personali ed in questo caso  si parla di autostima ma anche di identità e di motivazione quindi abbiamo così una cornice concettuale e la comprensione dell’intreccio tra questi fattori è data dal modello ICF messo a punto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2001 che riformula i concetti di funzionamento umano di salute e disabilita’partendo dall’idea di salute intesa non come assenza di malattia ma come benessere bio – psico – sociale. Possiamo ben dire che attraverso le categorie di manuali diagnostici come ad esempio l’ icd-10 la comprensione del funzionamento globale della persona viene posta interni di salute delle tre dimensioni biologica, individuale, e sociale e non di malattia (mancanza, distanza dalla norma). In questo caso prendiamo in considerazione quello che è l’approccio bio-medico individuale alla disabilità , il problema è individuale, e di  esclusiva pertinenza medico psicologica e viene sostituito da un approccio socio relazionale nello studio della disabilità e in questo caso ne consegue che ogni individuo date le proprie condizioni di salute può trovarsi in un ambiente che abbia caratteristiche che possono limitare se non addirittura restringere le proprie capacità funzionali e di partecipazione sociale e quindi l’icf mettendo in evidenza la condizione di salute con l’ambiente promuove un metodo di misurazione della salute in termini di capacità e di difficoltà ma anche nella realizzazione di attività che permette di ricercare soprattutto rimuovere gli ostacoli alla partecipazione sociale e alla massima autorealizzazione dell’individuo assumendo così una prospettiva in cui le handicap connesso alla disabilità non è altro che il frutto dell’interazione tra quelle che sono le caratteristiche individuali e quelle fisiche ma anche culturali dell’ambiente in cui la persona vive.

L’integrazione scolastica dei Bes in Italia

Dopo circa tre generazioni della legge 104/1992 integrazione scolastica e largamente consolidato nella società e nella scuola italiana oggi però lo scenario culturale fatti il dibattito è concentrato sulla necessità di lancio del modello dando spazio alla analisi della qualità dei risultati che esso produce. A questo scopo la lettura attenta dei dati statistici Sarnieri dal mio evidente, nell’ultimo decennio, il numero degli alunni certificati con disabilità scolastica e costantemente cresciuta, passando una percentuale del 1,7% nell’anno scolastico 2000-2001 al 2,5% nell’anno scolastico 2010-2011 con un incremento del 50,99% che corrisponde a circa 64000 lumini a livello nazionale la maggiore presenza di alunni con difficoltà noi la possiamo riscontrare nella scuola secondaria di primo grado infatti qui gli alunni con disabilità sono circa il 3,3%. Anche tra gli alunni stranieri nella scuola italiana sta rapidamente aumentando  la quota di studenti disabili. Un’ipotesi esplicativa si rivolge al dispositivo per la legge 40 e risorse umane finanziarie, una scuola in base alla gravità dell’handicap certificato degli alunni iscritti essere utilizzata insegnante rispondere ai bisogni educativi con nessuna vasta gamma di problematiche raccolte sotto l’etichetta di saggio di natura socio culturale ma anche familiare quindi personale. La dimensione del disagio scolastico percepita dagli insegnanti e simpatico loro esperienze dirette supera del 2% o del 3% quelle degli alunni certificati secondo l’ultimo rapporto dell’associazione della Caritas Italiana e della Fondazione Agnelli che risalgono al 2011. Il rapporto piazzale di una piada stirata consegnata intercettazioni in materiale multilivello riflessioni pedagogiche ad ampio raggio in chat in due di quelle che sono le caratteristiche essenziali del lavoro cioè poco trasparente in quanto la disabilità viene riconosciuta ad alunni del dittatore di Sabrina insomma che presentano però altri tipi di difficoltà a svantaggio è poco intelligente perché si fonda su quello che è il Dinami indissolubile cioè alunno con disabilità certificata e insegnante di sostegno. La durata nel tempo della via italiana all’integrazione non è dovuta dunque alla sua efficienza alla capacità di soluzioni ma al fatto che è messa trova l’autostazione interessi legittimi ma in gran parte esterna all’integrazione di qualità così come definita dalla ricerca pedagogica e didattica. Dall’altro lato dobbiamo però riconoscere che i soli dati qualitativi non sono sufficienti a descrivere la qualità della scuola che non dipende dai risultati di apprendimento interna assoluti bensì da indicatori che rinascerà il raggiungimento di conoscenze ma anche di competenze sempre più elevate da parte degli studenti a partire dalla loro effettiva e differenziata situazione iniziale. Abbiamo così un’azione di valutazione per utilizzo indicatori quali-quantitativi Milano quindi non era più efficace per garantire efficienza efficacia ed equità all’integrazione degli  studenti italiani con disabilità e con bisogni educativi speciali..

La criticità a livello di principi e le norme.

Nella normativa in materia di disabilità mi sono alcuni elementi che generano debolezza e convincono incoerenti ma anche un anti all’azione della scuola. Pizzeria però dobbiamo anche ricordare che non vengono messi discussioni quelli che sono i principi della legge quadro di tutela dei diritti dell’alunno come persona handicappata così come è importante ricordarsi rimani a qual è la potenza innovativa delle liste richiamo alla responsabilità te per l’amministrazione e selezioni pubbliche nel rendere tali diritti con interventi normativi e finanziaria favore sia della prevenzione ma di quelle della rimozione di quelle che sono le cause invalidanti e del superamento di ogni forma di emarginazione e di esclusione sociale. L’Italia è stata la prima in Europa ad avere adottato un modello di integrazione scolastica sociale conosciuto con il termine inglese di full inclusion invasa Sicilia che eserciti del diritto all’istruzione della Luna in stazione handicap non può essere impedito da nessuna difficoltà connesse all’handicap e infatti possiamo dire che un aspetto fortemente innovativo del modello riguarda quello che è l’approccio sistemico posto alla base del progetto educativo individualizzato dell’alunno in situazione di handicap la cui realizzazione presuppone l’integrazione in una rete di relazioni coordinate marchi collaborativo dell’azione dei soggetti indicati che sono famiglia scuola enti locali servizi socio sanitari cooperative volontariato ovvero tutti coloro che a diverso titolo possono contribuire nel assicurare le condizioni per il successo dei progetti di integrazione sociale e scolastica degli alunni disabili. Un altro elemento molto importante senza di staticità l’assenza di coordinamento e di responsabilità nella traduzione pratica della visione sistemica della legge la conversazione di attribuzione responsabilità e ambiti di intervento è il motivo principale per cui l’integrazione e la collaborazione dei vari attori individuati dal legislatore come co-protagonista e processi di integrazione degli alunni con disabilità restano pratiche poco diffuse. Possiamo dunque dire che la difficoltà di mettere d’accordo i vari soggetti è segnalata dal inefficienze di quelli che sono gli accordi di programma e Ralph orari che avrebbero dovuto garantire la realizzazione di interventi di integrazione scolastica e sociale e infatti un altro fenomeno diffuso a che fare con la difficoltà di collaborazione e quindi con l’incapacità di intendere tra soggetti gli insegnanti e personale clinico che appartengono a mondi professionali caratterizzati da sapere e linguaggi diversi pedagogico-didattico e medico riabilitativo. EDreams la legge 104 che risale al 1992 nello specifico il decreto applicativo c’è il decreto del Presidente della Repubblica del 24 febbraio 1994 che indica la complessa procedura che porta da l’individuazione dell’alunno come persona handicappata alla progettazione educativa e didattica che la scuola deve attivare ed infatti i documenti che connotano ciascuna frame sono la diagnosi funzionale e profilo dinamico funzionale il piano educativo individualizzato. Invia il tempo dedicato alla condivisione del progetto di integrazione scolastica nei film nei Consigli di Classe E risicate ridotto in misura direttamente proporzionale all’aumento delle problematiche presenti nelle classi il profilo dinamico funzionale conosciuto con la sigla PDF non è altro che lo strumento di raccordo tra la diagnosi funzionale conosciuta con la sigla di Eiffel Progetto Educativo Individualizzato conosciuto con la sigla perché richiederebbe una compilazione in sinergia tra gli operatori sanitari la scuola e la famiglia ma è da escludere da escludere assolutamente la disponibilità di risorse professionali per attivare queste cooperazioni infatti possiamo dire che per quanto riguarda il che c’è il piano educativo individualizzato in molti casi viene redatta una programmazione didattica disciplinare individualizzata per alunno con disabilità limitata a una sequenza di unità didattiche personalizzate senza di indicazioni per il raccordo tra gli interventi di scuola ed extrascuola e di non accade anche che il documento sia predisposto dal docente di sostegno è offerto spesso a  a conclusione dell’anno scolastico alla firma della famiglia inoltre c’è una bozza di direttiva interministeriale che risale al 2008 del Ministero della Pubblica Istruzione e Ministero della Sanità ma che in realtà non è stata emanata con questa boccia veniva avanzata la proposta di semplificare e rivedere le procedure infatti la diagnosi funzionale venire estese in ingresso secondo i criteri che stanno alla base degli CSEA salverebbe così il pds successivamente poi verrebbe potenziato della sua funzione di correre vice Ducati va io altrimenti addio a casa le condizioni ma quelle che sono le modalità della collaborazione interna alla scuola tra tutti gli insegnanti per la personalizzazione delle proposte didattiche esterna da tutti gli operatori il suo orizzonte temporale dovrebbe essere quello del progetto di vita piuttosto che la documentazione accertamenti dispensate della programmazione didattica individualizzata la cui responsabilità non può essere a carico dell’ insegnante di sostegno e di alcuni altri insegnanti nelle case di attività didattiche interdisciplinari però è importante anche metti in evidenza che e anche in assenza delle procedure previste dalla legge nella normativa esistono gli spazi per una rinnovata modalità di documentazione dei processi di integrazione scolastica in modo da farne così uno strumento piuttosto che un avvilente adempimento burocratico infine ma non per importanza dobbiamo mettere in evidenza la necessità per la scuola di assumere modalità di coinvolgimento dei genitori autenticamente dialogiche così dal attivare risorse presenti nella stessa famiglia.

Dall’integrazione all’inclusione ( non solo per i bes )

Approfondiamo ora quelle che sono i tre principi di apprendimento inclusivi 1) preparare ambienti adeguati alle sfide di apprendimento;  2) rispondere alle esigenze degli alunni e terzo superare le potenziali barriere.

All’apprendimento e alla valutazione per singoli individui e gruppi di alunni con un occhio di riguardo per l’importanza del rendimento degli alunni in ambienti intrusivi e infatti negli ultimi tre anni il termine inclusione ha cominciato piano piano a sostituire quello di integrazione anche se talvolta i due termini sono stati usati in maniera intercambiabile e quindi possiamo dire che il concetto e la pratica di inclusione educativa sono diventati l’iniziativa prevalente dei sistemi di istruzione in tutta l’Europa occidentale e anche nel mondo e questa diffusione è stata guidata da un impegno lodevole per il diritto di tutti gli studenti per avere una partecipazione  attiva nella società del XXI secolo. In particolare in ambito educativo la crescita di interesse per l’integrazione è stata influenzata da una serie di eventi chiave negli ultimi 10 anni e tra questi eventi possiamo considerare la dichiarazione di Salamanca del 1994 secondo la quale ogni bambino ha il diritto fondamentale all’istruzione per ciascuno deve essere data la possibilità di raggiungere e mantenere livelli accettabili di apprendimento. In invece nel contesto italiano Ianes descrive una lunga tradizione di integrazione scolastica fatta di buone pratiche , di linee perative e anche di quadri teorici di riferimento anche se a macchia di leopardo hanno prodotto esperienze di eccellenza che rimangono un punto di riferimento in tema di integrazione – inclusione di qualità e quindi possiamo ben dire che dal punto di vista terminologico la buona integrazione si pone in continuità con la nuova visione dell’infusione e ciò possiamo aggiungere che se storicamente il modello dell’integrazione precede quello dell’inclusione sul piano culturale dovrebbe essere collocato a valle: se l’inclusione rappresenta una disponibilità incondizionata in presenza della quale è possibile pensare che ogni persona ha diritto alla propria diversità, infatti è responsabilità della scuola predisporre interventi individualizzati per tutti i bes , sia eliminare quelle che sono le barriere fisiche ma anche culturali alla piena partecipazione alla vita della scuola, allora l’inclusione e la condizione necessaria perché l’integrazione dei disabili sia effettiva. Quando noi parliamo di integrazione in genere diamo per scontato che un alunno con bisogni educativi speciali frequenti una scuola normale il cui funzionamento rimane invariato e nella quale al limite vengono attivate risorse supplementari per supportare l’apprendimento della stesso alunno inoltre considerando sempre le scuole tradizionali quando noi parliamo di inclusione in realtà incoraggiamo le stesse scuole a rivedere quelli non solo quelli che sono gli ambienti di apprendimento ma anche quelli che sono gli approcci all’insegnamento, alla formazione di gruppi di alunni e l’utilizzo di varie tipologie di supporto per soddisfare diverse esigenze di apprendimento di tutti  e precisiamo tutti,  gli alunni e quindi la visione più o meno implicita che emerge dal mondo della ricerca e nella legislazione dedicata al l’inclusione ha a che fare con l’inserimento di alunni nelle scuole comuni piuttosto che in scuole speciali ed infatti una delle preoccupazioni legate a una visione molto ampia anche dell’inclusione e che particolari esigenze di alunni con bisogni educativi speciali potrebbero andare perse però una valida contro-argomentazione su questo punto è che i bambini e ragazzi non sono definiti solo dai loro eventuali bisogni educativi speciali in quella che è una sorta di isolamento sociale ma anche da altre caratteristiche come la loro comunità sociale e famiglia di appartenenza e quindi riconoscere questo aspetto importante per supportare bambini e ragazzi nella loro interezza all’interno di quelli che sono i contesti scolastici e di  illustrare la radicale differenza di scenari educativi a cui i due termini fanno riferimento e che utilizziamo usando le parole di Fabio Davigo poste nell’ introduzione dell’ndex per l’inclusione il paradigma a cui fa implicitamente riferimento l’Italia di integrazione è quello assimilazionista fondato sull’adattamento dell’alunno disabile a un organizzazione scolastica che è strutturata in funzione degli alunni normali. All’interno di tale paradigma l’integrazione diviene processo basato principalmente su strategie per portare l’alunno disabile a essere quanto più possibile simile agli altri. La qualità di vita scolastica del soggetto disabile viene valutata in base alla sua capacità di colmare il varco che lo separa dagli alunni normali. Ora, appare non solo improbabile che questo possa essere effettivamente colmato con il carico di frustazione che da ciò i inevitabilmente deriva ma soprattutto è l’ idea stessa che compito del disabile sia diventare il più possibile simile a una persona normale a creare il presupposto delle esclusioni per la normalità qualunque essa sia con la modello di riferimento significa infatti negare ieri sera il nome di un ideale di uniformità e omogeneità o viceversa l’idea di inclusione si basano sulla misurazione delle distanze da un telefono standard di adeguatezza ma sul riconoscimento della rilevanza della piena partecipazione alla vita scolastica da parte di tutti i soggetti serie integrazione tende identificarla stato una condizione l’inclusione rappresenta piuttosto un processo una filosofia della cessazione ossia la capacità di fornire una cornice dentro cui gli alunni a prescindere dalla abilità genere linguaggio origine etnica culturale possono essere ugualmente valorizzati trattati con rispetto e forniti di uguali opportunità a scuola inclusione è ciò che avviene quando ognuno sente di essere apprezzato che la sua partecipazione è gradita. La nozione di inclusione riconosce che c’è un rischio di esclusione che occorre prevenire attivamente e al tempo stesso afferma l’ importanza del coinvolgimento di tutti gli alunni nella realizzazione di una scuola realmente accogliente anche mediante la trasformazione del curriculum e delle strategie organizzative  delle scuole che devono diventare sensibile all’intera gradazione delle diversità presenti fra gli alunni. Le diverse modalità in cui può essere considerata l’inclusione sono le seguenti : l’inclusione sociale e l’educazione dei bambini a rischio di esclusione dalle istituzioni e l’inclusione degli alunni attualmente in scuole ordinarie. Per quanto riguarda l’inclusione sociale in genere si rileva come i bambini e i ragazzi in situazioni disagiate sviluppano comportamenti problematici. Sono tre i soggetti a rischio di esclusione dalla scuola e quindi l’inclusione di alcune tipologie di questi bambini può comportare forme di supporto all’allievo o a gruppi di allievi e per quanto riguarda  l’inclusione di bambini che sono già nelle scuole ordinarie ciò comporta lo sviluppo di una cultura per l’inclusione incoraggiando le scuole a rivedere per quanto possibile la loro struttura di approcci didattici la composizione del gruppo degli alunni e l’uso di vari tipi di supporti in modo da rispondere alle diverse esigenze di apprendimento di tutti gli alunni è inoltre importante affermare che gli insegnanti stessi dovrebbero sviluppare nuove modalità di coinvolgimento degli alunni utilizzando strumenti con la sperimentazione in classe e la riflessione continua e importante da questo punti di vista poter fornire l’accesso curricolo Hardwell equilibrato rivolta a tutti gli alunni infatti gli insegnanti saranno sicuramente in grado di fornire un set di valori per contribuire alle pratiche inclusive sostenendo l’appartenenza degli alunni con bisogni educativi speciali alla comunità scolastica nel suo complesso. I principi per l’inclusione sono tre : impostare processi apprendimenti realizzabili rispondere ai diversi bisogni di apprendimento degli alunni ; superare le barriere potenziali all’apprendimento e alla valutazione per gli individui e gruppi di alunni.  Per quanto riguarda il primo principio i docenti sono incoraggiati ad insegnare conoscenze e  competenze in modo che soddisfino le abilità del loro alunni e questo non può che significare la scelta delle conoscenze e delle competenze in base ai curricoli nazionali in modo che i singoli alunni possano progredire e dunque dimostrare un determinato rendimento. Sul secondo principio in fase di progettazione gli insegnanti dovrebbero fissare  aspettative ma anche fornire determinati opportunità raggiungibili per tutti soprattutto per i bisogni educativi speciali ed inoltre dovrebbero mettere in atto delle misure specifiche per rispondere alle esigenze degli alunni seguendo la maggior parte dei punti elencati e creare ambienti di apprendimento efficaci per garantire la motivazione e la concentrazione degli alunni e fornire pari opportunità attraverso diversi approcci didattici,  utilizzare l’approccio di valutazione appropriato,  definire obiettivi di apprendimento ed infatti possiamo dire che tutti questi punti sono visti come l’applicazione in particolare per l’inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali o con disabilità e se necessario gli insegnanti dovrebbero lavorare a stretto contatto con il rappresentante di tutte le istituzioni , cooperative,  enti che danno sostegno ad alunno con Bes. Mentre da un punto di vista didattico gli insegnanti dovrebbero adottare azioni specifiche per fornire l’accesso all’ apprendimento attraverso alcune attività ad esempio offrire maggiore comunicazione, sostegno, linguaggio e alfabetizzazione agli  alunni che ne hanno bisogno ,  progettare in base alle necessità di sviluppare la comprensione degli studenti attraverso un coinvolgimento multisensoriale e multi esperienziale,  progettare per la piena partecipazione degli alunni in attività di apprendimento , e consentono anche attività fisiche e pratiche, supportare gli studenti nella gestione del loro comportamento nella partecipazione attiva in modo efficace e sicuro , aiutare gli studenti a gestire le proprie emozioni e ad avere maggiore consapevolezza nell’apprendimento e infatti proprio da questo punto di vista che gli insegnanti dovrebbero considerare nella loro progettazione che gli alunni con disabilità sono del tutto in grado di partecipare in maniera piena ed efficace alle attività della classe e infatti essi c’è l’insegnante dovrebbe adottare misure specifiche per consentire l’effettiva partecipazione degli alunni con disabilità effettuando se possibile  operazioni come ad esempio pianificare del tempo sufficiente per le attività dei ragazzi, da completare in modo soddisfacente, pianificare le opportunità necessarie per lo sviluppo di competenze di alunni con disabilità in aspetti pratico-operativi del curricolo, identificare gli aspetti più difficili e  complessi dei curricoli e quelli nella realizzazione di obiettivi di apprendimento per alunni con disabilità.

L’azione della scuola secondo la normale specialità.

Il dibattito in corso riconosce come fattore determinante della qualità dell’istruzione la pratica didattica quotidiana dei docenti capace di assicurare agli studenti ambienti di apprendimento efficaci per favorire la costruzione di competenza infatti la qualità degli insegnamenti e i più importanti fattori interni alle scuole tra quelli che incidono sulla prestazione degli studenti. Come tale esso riveste un’importanza fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di Lisbona. È necessario che il personale docente disponga delle abilità necessarie per offrire a ciascun allievo l’opportunità di acquisire le competenze necessarie con l’ambiente scolastico sicuramente. Non è un impresa facile, non esistono ricette , in Italia sono da alcuni anni ha assunto il rilievo adeguato al compito di mettere alla prova sul campo strategie di insegnamento in modo di organizzare la classe producendo delle documentazioni di esperienze esemplari a cui riconoscere su base empirica una maggiore probabilità di successo nella sfida alla qualità infatti si tratta di supportarlo e di programmare strutture e materiali che differiscono a seconda che l’ insegnante adotti i modi convenzionali cioè lezione per l’ascolto , completamento di schede , interrogazione alla cattedra oppure attività nelle quali i ragazzi operano in gruppi strutturati esercitando competenze relazionali impegnati in compiti che implicano l’uso significativo delle conoscenze in situazioni molto vicine a quelle di vita reale e si tratta di monitorare personali percorsi di apprendimento disponendo di una gamma eterogenea  e di strumenti di valutazione. Nella prima ricerca in laboratorio del fare per sapere se nella presentati inneschi di un’indagine condotta nelle scuole secondarie di primo grado del Trentino su una particolare strutturazione della didattica cui denominata laboratorio del sapere conosciuta con la sigla LS che attraverso strategie di differenziazione della proposta apprendimento mira a contrastare la dispersione scolastica mentre la seconda ricerca non è altro che la rilevazione fattori di rischio della buona scuola sì che pone la questione di come la scuola per secondo ciclo d’istruzione raccolga i sintomi che la carriera scolastica difficile quando studenti ancora dentro il sistema formativo e come rimangono le informazioni di cui dispone un quadro conoscitivo generativo di azioni prevenzione medica III ricerca riguarda gli ambienti inclusivi di apprendimento e tecnologie digitali e dalla finalità generale di sperimentarlo modello di didattica inclusiva quali nuove tecnologie consentire lavagne interattive multimediali pensato per lavorare con gruppi classe che più di altri povera problematiche metodologiche ad esempio classi concorso dell’Università diverse o di provenienza extra europei che si inseriscano danno scolastico inoltrato presenza di studenti con deficit sensoriali o con specifiche disabilità di apprendimento.. l’obiettivo della ricerca di confermare la presenza di un modello di azione indicare nel grado di diffusione descrivere le caratteristiche che lo connotano sia della struttura organizzativa sia nei processi della differenziazione didattica in funzione della personalizzazione ed infatti un punto di interesse preciso della ricerca e comprendere se il laboratorio delle fare del sapere si configura la specificamente come strategia didattica speciale rivolta quegli studenti che si discostano dal normale percorso scolastico la questione riguarda le connessioni dal percorso di apprendimento normale del gruppo classe quello speciale dentro i laboratori del fare e del sapere per la messa in evidenza delle caratteristiche del modello dei laboratori del fare per sapere in pratica puoi essere utile utilizzare alcuni passaggi di interviste fatto un piccolo cambio di Nocentini teste di testimoni privilegiati temi che riemergono sono quattro il primo riguarda la caratteristica dei laboratori del fare e del sapere di rispondere efficacemente i bisogni educativi distrutti studenti che presentano comportamenti problematici si esplosive cioè la trasgressione delle regole aggressività comportamenti provocatori sia inclusivi eccessiva timidezza a Badia isolamento nera zonale in una fase iniziale dell’intervento educativo di ricostruire di costruzione di relazioni interpersonali positive e di riparazione di negativo esperienze pregresse e misfatti in fase iniziale laboratorio nuovo un po’ anche di detenzione di recupero della ragazzina sullo chiama proprio della sua motivazione alla scuola di avere quel luogo in cui lui sta bene dove cuoco ricaricarsi proprio esatto benessere vedere i ragazzini che in classe bestemmiano ruttano sputano saltano non rispettano le regole minime di convivenza e quelle nere entrare qui dentro e vedere anche solo a colpo d’occhio l’atteggiamento che anno di rispetto pure a concentrazione che questi ragazzini sembra su un cuoco da concentrazione che può durare quei 10 15 20 minuti quando in classe non li ha neanche per due o tre minuti il secondo tema che emerge è la carica motivazionale degli insegnanti verso il superamento dell’impostazione tradizionale della lezione frontale il problema è la presenza di alunni che soccorso con fastidio in difficoltà tanti ore di pratica che secondo me anche discutibile insomma quello della lezione frontale davvero imparare delle cose e ripetere delle cose il terzo tema riguarda il riconoscimento valore formativo per sapere sarà come dimensione essenziale di darteli Rizzato lo sviluppo di competenze il quarto crema che fare con la necessità di rispondere all’eterogeneità con cui si manifestano i bisogni educativi di studenti in situazione di handicap vantaggio o con altre difficoltà una succede se tenere le classi di gestire le classi ti hanno alunni con bisogni diversi sempre più complessi ragazzi che non hanno il sostegno Milano risorse interne la scuola non sono certificati e per cui bisogna per forza di cose fare qualcosa perché altrimenti la scuola scoppia e basandoci su recenti ricerche sui ragazzi che hanno abbandonato la scuola prima soddisfare l’obbligo scolastico o formativo gli considera che la responsabilità del sistema formativo dello studente della sua famiglia una corresponsabilità nella scuola nella misura in cui non quelle strategie differenziazione del curricolo che permette di coniugare insegnamento a tutta la classe con esigenze dei singoli. L ricerca condotta attraverso un questionario online e che ha coinvolto tutte le scuole del secondo ciclo d’istruzione provincia di Trento concorsi centri di formazione professionale. L’obiettivo di ricerca di natura esplorativa Terni di una provvisoria descrizione delle pratiche in uso proprio Leuca successive indagini di approfondimento decisi in base agli elementi emergenti egli infatti il 10 di questa ricerca riconoscono la centralità della funzione del coordinatore dell’area verso il fine della raccolta della documentazione delle informazioni che segnarono una condizione di rischio di dati indicano quella indica la presenza di questa figura e strade gli ultimi 4 anni in continua espansione è attualmente attivo nella quasi totalità degli sito degli studenti in media ma con un’ampia variabilità ciascun aderente sono riconosciute 100 ore annuali di distacco dall’ i insegnamento. Nel corso degli ultimi anni le tecnologie didattiche in particolare lavagna interattiva multimediale conosciute con il nome di lei hanno conosciuto una forte discussione le scuole italiane parallelamente ai piani nazionali e locali che ne hanno favorito l’adozione dall’alto si è assistito Paolo interesse dal basso infatti le scuole si sono dotati di autonomia di accessi a Internet lavagna interattiva prezzi locali computer software didattici. Grazie a queste azioni le scuole hanno probabilmente ridotto il divario tecnologico ma quali utilizzi della tecnologia sono stabilizzati per trasformare ancora di più le classi in ambienti inclusivi di apprendimento. Il progetto ambienti apprendimento inclusive tecnologie digitali ha cercato di affrontare queste problematiche in scuole elementari e medie della Provincia autonoma di Trento la lingua può essere un’importante risorsa di mediazione dell’apprendimento infatti attorno ad essa tuttavia tende da quanto diversi problemi di diversa natura come ad esempio una riduzione delle interazioni collaborative tra studenti un incremento della centralità della figura del docente rimedi Lazio Direzione più spedire a spese probabilmente della qualità dell’interazione cognitiva tra docenti e alunni e tenendo conto di questo insieme di fattori abbiamo cercato di sperimentare all’interno del progetto un modello l’uso della LIM esplicitamente basato sull’integrazione della lavagna interattiva nella didattica per favorire l’inclusione nelle attività di classe tradizionali anche dei soggetti situazione di disagio con bisogni educativi speciali e infatti la finalità generale del progetto è stata la sperimentazione di un modello didattico basato sulle seguenti concorrenti utilizzo della lavagna interattiva multimediale di software didattici adesso dedicati piccoli gruppi apprendimento cooperativo strategie di gestione della classe strategie di problem solving verbale azione di scaffolding cioè di un soccorso stradale a parte degli insegnanti utilizzo di immagini e di animazione per sopportare una migliore rappresentazione delle conoscenze da parte degli studenti dalla proposta ha richiamato la necessità di valutare l’impatto del modello in relazione a due aree la percezione dell’esperienza digitale con la LIM da parte degli studenti in classe potenzialmente problematiche dal punto di vista degli alunni con disagio e la gestione della tecnologia e della classe da parte docenti tenendo in classe tutte le tipologie di studenti ad con situazioni problema di che inoltre dobbiamo dire che le mie proposte sono basate sul software nativo della Smart Board il modello di LIM prevalentemente presenti le scuole della provincia autonoma di Trento software didattici scritti ad hoc per i progetti applicativi già disponibili come ad esempio Viewer. Trattandosi di gruppi classe del primo ciclo d’istruzione progetto inteso offrire agli insegnanti per lavorare sulle Andrisani delle competenze cognitive di base per quanto riguarda l’area linguistica SDA proposte hanno riguardato l’abilità dello scrivere per raccontare il riferimento alle strategie di comprensione del testo si è puntato sui seguenti processi riassumere prendere nota elaborare l’idea di associare dettagli informativi studiare nell’aria delle abilità cognitive di base è stato preso in considerazione processo di analisi di informazioni visive semplici e composti ieri sera mento all’area matematica si è puntato sulla geometria in particolare sulla comprensione delle traslazioni di riferimento ad arte immagini stato proposto una soluzione per insegnare alla luna imparare a partire dalle immagini i nostri possiamo dire che la presentazione ciascuna soluzione è stata organizzata mediante documenti operativi o indicazioni didattiche e in ciascuno di essi sono stati descritti i presupposti pedagogici di ciascuna soluzione e indicate le fasi operative le scelte da compiere nell’organizzazione della classe all’inclusione degli alunni con Bes di materiale da utilizzare durante il lavoro ciascun documento poi ha dato informazioni circa i tempi di realizzazione l’ordine di scuola per il quale la sda era stata pensata le classi di riferimento il livello selezionato di difficoltà della soluzione inoltre da un punto di vista più strettamente pedagogical SDA sono state pensate per lavorare con studenti che più di altri problematiche di rendimento scolastico di gestione e di inclusione educativa. Possiamo dire che il lavoro didattico relativo a questo competenza è stato abbassato Software scrivere operativamente l’applicativo è stato pensato per attività in apprendimento cooperativo operativo supportate dalla LIM a differenza di altri software rivolti alla didattica scrivere cooperativamente non presente esercizi da svolgere nel corso di autoapprendimento questo applicativo e sostanzialmente uno strumento a disposizione dell’insegnante. Il lavoro si può svolgere in tre fasi distinte due punti 1 nella predisposizione dei gruppi apprendimento 2 la scrittura nella parte testo per l’analisi e la correzione al testo scritto. Inoltre il riassumere può essere definito come una strategia cognitiva a supporto del processo di comprensione di un testo infatti possiamo definire l’attività deve riassumere come una rielaborazione e riduzione di un testo infatti la luna dopo aver operato sul materiale a disposizione giunge redigere un nuovo testo ridotto e rimaneggiato inoltre occorre ricordare che il riassunto in tentativo di tradurre il testo originale la forma significativamente concisa e perché questo accada la produzione di Warren riassunto implica la cancellazione la sostituzione o il mantenimento delle informazioni incontrati. In questo caso l’attività mentale degli studenti articolo realtà secondo tre operazioni: I cancellare 2 sostituire per mantenere. Possiamo dunque dire che per insegnare a riassumere si può utilizzare il software nativo di SMART Notebook dati l’ausilio con le LIM infatti questo software permette di avere un’ampia pagina di lavoro in cui scrivere e sottolineare evidenziare cancellare intervenire direttamente sulla qualsiasi testo immagino documento digitale. Inoltre lo studio in testa implica un costante riferimento informazioni ha presi in precedenza che questi direi tra la struttura all’interno della quale gli alunni potrebbero organizzare una informazione la sda si articola nelle seguenti a613 disposizione materiale interno dell’applicativo SMART Notebook organizzazione del laurea formazione dei gruppi cooperativi tre fasi modello 4 ricerca delle parole chiave 5 realizzazione della mappa concettuale. Questa soluzione dunque rivolta alla si alla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado e la spina per lo svolgimento orario dell’attività è pari a 2 ore poi è importante dire che: al padre riassunto di prendere 9 stato proposto come una strategia condottieri supporto ai processi con funzione per questa ragione e si può attivare un percorso e favorire gli alunni nell’applicare strategie in contesti differenti infatti gli alunni possono essere incoraggiati a prendere nota durante la lezione frontale, la lettura della scheda predisposta dal centro di una pagina del libro di testo, un’ esposizione orale fate compagnia di presentazione artistica, una presentazione elettronica, la visione di un video trans o l’ascolto di una canzone occorre concordare con gli alunni sulle esigenze che non bisogna scrivere tutto, ma sforzarsi l’essenziale. Possiamo proprio vedere che alcuni alunni con una grossa difficoltà a scrivere, individuare, breviario informazioni essenziali mentre altri possono essere aiutati attraverso l’elaborazione disegni e schemi punto le fasi sono le seguenti I discutere con l’alunno modello di lavoro per imparare a prendere note chiedendo di individuare quali regole sarebbe utile seguire secondo formalizzare le regole mediante un posto è proiettato alla LIM perso insegnare direttamente le regole e fornire una schema reimpostato per organizzare le proprie note 4 predisporre molteplici attività azioni mediante le quali i ragazzi possono perfezionare la strategia cognitiva. Lo svolgimento completo delle arti dell’attività è stato stimato per un totale di 4 ore la soluzione rivolta a tutte le classi di scuola secondaria di primo grado. Di NosVille fra un modello logico operativo che aiuta gli alunni a elaborare idee associare dettagli informativi e raccogli e organizza le informazioni che possono caratterizzare un determinato concetto. Dell’organizzazione in quadranti e domande chiuse può fare con Sara strumento rigido tuttavia proprio perché le domande e Guido sono molto direi test s prevedono anche risposte molteplici risposte semplici. In strada può essere vista come un modello cognitivo che interroga le conoscenze personali in modo piuttosto strutturato e, proprio per questo, facilità i processi di pensiero che porta alla distruzione e all’espansione concetti. Insegnare con il strane significa stare lì a Londra lavorare e comprendere in profondità i concetti chiave per docenti intende sviluppare in classe attiva la modalità di ricerca di confronto con lavorativo sentendo particolare un Sunsilk turning che ore sono di apprendimento che può essere utilizzata sia della scuola la primaria sia della scuola secondaria di primo grado e anche per questa soluzione è importante iniziare proponendo la prima attività come modello per il lavoro che gli alunni saranno sicuramente. La sda proposte per un totale di 6 ore. Per quanto riguarda gli accomodamenti rispetto alle problematicità oggettivo delle classi, dall’altra di ambienti apprendimento in cui Siri, Universidad interessanti. Innanzitutto è evidente con la padronanza della tecnologia serve agli insegnanti anche per gestire al meglio situazioni che sulla carta sulla carta potrebbe risultare molto impegnativo. Della classe e degli insegnanti. Sul versante della didattica, attenzione all’interazione degli studenti. In sostanza, nelle aree di progetto, le strategie la Poste hanno consentito di abbattere in parte le difficoltà tipiche di classi eterogenee e complesse, utilizzando sempre metodi di gestione della classe più tradizionali e sfruttando pienamente l’effetto dei gruppi cooperativi eterogenei.

L’importanza della favola nello sviluppo mentale dei bambini

A cura dell’insegnante di scuola primaria Lorenzo Satanassi 
importanza delle favolePer poter meglio comprendere l’ importanza delle fiabe per la crescita e lo sviluppo mentale dei bambini è necessario partire dalla nascita della favola per poi arrivare a fare riferimento al pensiero dei più grandi ed importanti psicologi italiani e stranieri che affrontano il tema dell’ importanza delle favole nello sviluppo psicologico del bambino. Noi se esaminiamo alcune favole ne individueremo la somiglianza nella struttura e nelle caratteristiche; inoltre cogliendo il legame fra le fiabe e l’immaginario collettivo scopriremo che gli uomini sono accomunati nei sogni, nei desideri e nei pensieri. In fatti molti racconti fiabeschi esprimono l’ esaudimento dei desideri degli uomini che, dopo aver superato gli ostacoli che la vita presenta , vorrebbero vivere “ felici e contenti per sempre”.

L’origine della fiaba si perde nella stessa antichità del mito sa cui è accomunata per la tradizione orale e per i significati di carattere antropologico e culturale. Le fiabe rientrano in quell’ immaginario collettivo che fa parte della cultura e delle tradizioni dei popoli che le hanno tramandate oralmente di generazione in generazione in tempi in cui la scrittura non era molto praticata rappresentando in modo più o meno simbolico riti, usanze, costumi.

Queste storie erano nate per i bambini , ma anche per sognare un mondo diverso da quello esistente , infatti i protagonisti sono uomini coinvolti in avventure straordinarie raccontate in tono casuale, come qualcosa che possa accadere a chiunque. In tempi diversi vari autori hanno raccolto le fiabe dei propri paesi e le stesse sono diventate di studi e ricerche a vari livelli , gli studiosi del folklore hanno ricercato in esse le credenze e le tradizioni popolari dei popoli; gli antropologi, che studiano le culture umane, hanno individuato nelle fiabe segni dell’ organizzazione sociale , familiare e modo di pensare di antiche culture povere e tribali, mettendo in relazione le difficili prove che gli eroi nelle fiabe affrontano con riti di iniziazione dei giovano ancora in uso nelle società tribali.

Nel corso dei secoli vari autori sia italiani che stranieri hanno fatto varie analisi della fiaba in modo particolare tra gli autori italiani ricordiamo lo scrittore Italo Calvino e tra gli autori stranieri in modo particolare ricordiamo Vladimir Propp. Lo scrittore Italo Calvino nella sua raccolta “ Fiabe italiane” sostiene che le fiabe riflettono aspetti fondamentali della società e nel loro insieme danno una spiegazione generale della vita umana. Lo scrittore russo Vladimi Propp ha fatto un’ analisi formale nella sua “ Morfologia della fiaba”, rivelando come le azioni siano costanti e ne ha individuate 31 ( definite funzioni ) mentre sono variabili i personaggi e le loro caratteristiche ( fisiche, sociali).

Inoltre Propp nella sua opera “ Radici storiche dei racconti delle fate” rivela come le fiabe di magia siano collegate al patrimonio folkloristico di un popolo. Bisogna in oltre considerare quelle che sono le caratteristiche della fiaba

Indeterminatezza spazio temporale
Personaggi con caratteristiche precise – in genere la schiera dei buoni e dei cattivi
Elementi magici che aiutano oppure che ostacolano il protagonista
Lieto fine dopo una serie di peripezie/imprese che l’ eroe ha dovuto affrontare e superare.
Occupandosi degli atteggiamenti della cultura dominante nei confronti del mondo e della letteratura infantili, Bruno Bettelheim rivela anzitutto che << c’ è un diffuso rifiuto a permettere al bambino di sapere che gran parte degli inconvenienti della vita sono dovuti alla nostra stessa natura: alla propensione di tutti gli uomini ad agire in modo aggressivo, asociale, egoistico, spinti dall’ ira e dall’ ansia>>.

Continua sostenendo che << le storie moderne scritte per l’ infanzia evitano per la maggio parte questi problemi esistenziali , che pure sono questioni sociali per tutti noi>>. Proprio in questa ottica vanno inquadrati ruolo e funzione delle fiabe, il cui messaggio comunicato al bambino in forme molteplici, consiste in cio: << che una lotta contro le inevitabili difficoltà della vita è inevitabile , è una parte intrinseca dell’ esistenza umana , che soltanto chi non si ritrae può superare tutti gli ostacoli e alla fine uscire vittorioso>>. Di particolare importanza per lo sviluppo psicologico del bambino sono le fiabe della tradizione popolare italiana. Deriva in linea di massima da queste premesse un progetto editoriale che, si traduce nella riproduzione di fiabe popolari, consolidate in testi raccolti e trascritti da alcuni tra i più noti cultori di folklore regionale , quali Letterio Di FRrancia, Raffaele Lombardi Satriani, Giovanni De Giacomo, Luigi Bruzzano, Rffaele De Leonardis, Luigi Gerace. La specifica connotazione regionale, resa più evidente da una distribuzione del materiale letterario secondo criteri geografico-culturali, ha tenuto contodell’ esistenza di rilevanti isole alloglotte, la cui << presenza>> non è rapporta tata alla loro consistenza demografica, ma ad un << esserci >> storicamente determinato e consolidato. Il già citato CALVINO, OCCUPANDOSI DELLA RACCOLTA DI FIABE POPOLARI ITALIANE, QUALIFICA COME << PRIVILEGIATE>> ALCUNE REGIONI, RICCHE DI MATERIALE NARRATIVO. Tra esse, anche se all’ultimo posto, figura la Calabria grazie all’ opera di Lettertio Di Francia, a proposito della quale si afferma che è << piena di curiosi “ Tipi” e varianti , d’ un’ immaginazione carica, colorata, complicata, in cui la logica dell’ intreccio spesso s’ è persa e si tramnda solo la sfaccettatura delle meraviglie >>.

Al nome del Di Francia non si può fare a meno di aggiungere quelli di tanti altri che, con passione e fatica, hanno contribuito alla trasformazione della tradizione orale o hanno riflettuto su di essa. Le fiabe hanno qualcosa di magico: i bambini che le ascoltano volano con la fantasia in mondi fatati, si immergono in avventure con personaggi immaginari (come streghe, cavalieri, gnomi..) e sognano ad occhi aperti.

Bruno Bettelheim, grande studioso di psicologia infantile, sostiene che la fiaba accresce la creatività e l’immaginazione del bambino, aiutandolo a sviluppare l’intelletto ed a prendere contatto con le sue emozioni. Le fiabe sono anche importanti strumenti educativi. Nel percorso di crescita ogni bambino ha bisogno di ricevere un’educazione morale: di sapere quali comportamenti siano giusti e quali riprovevoli. Le fiabe, nella loro struttura semplice e con la trattazione di problemi umani universali, sono adatte a trasmettere degli insegnamenti morali, e talvolta permettono di avvicinare i bambini a “cose difficili” da spiegare in un altro linguaggio (ansie, paure, eventi particolari di vita, …).
Vi farò un esempio circa la famosa storia dei tre porcellini: insegna ai bambini che non bisogna essere pigri, perché altrimenti si mette a rischio la propria vita. Il porcellino saggio, che si è dato da fare per costruire la casa di mattoni, dà testimonianza di come l’impegno venga ricompensato. Nella fiaba, infatti, la bontà viene premiata, mentre la cattiveria generalmente punita (il lupo di Cappuccetto Rosso viene ucciso dal cacciatore).

Bisogna tenere conto che i vostri piccoli non sono ancora capaci di percepire l’ambivalenza: non comprenderebbero storie in cui i protagonisti non sono descritti in modo netto, come totalmente buoni o cattivi.
Ascoltando una fiaba il bambino si può identificare in alcuni personaggi, come l’eroe che combatte contro il male, immaginando di sopportare con lui prove e tribolazioni e di sconfiggere il cattivo grazie ai suoi poteri. In questo modo il bambino può, con la fantasia, soddisfare il bisogno di sentirsi forte e capace, nonostante le inadeguatezze del suo corpo. I personaggi e gli eventi delle fiabe personificano i conflitti interiori e suggeriscono il modo di risolverli. Il bambino, con la figura del cattivo, come la matrigna (o la strega), può permettersi di esprimere sentimenti aggressivi, rivolgendoli all’immagine interiore della madre cattiva, che tiene separata da quella della mamma buona, senza provare sensi di colpa. Secondo Bettelheim, la preziosità di molte fiabe consiste nel messaggio che trasmettono: che la vita può essere affrontata con la fiducia di poter superare le sue difficoltà o di accettare un’eventuale sconfitta. Dunque raccontare fiabe non è per niente un’azione banale, anzi chi le narra ha una grossa responsabilità verso il bambino. E’ bene che le fiabe siano scelte con cura, perché non tutte le fiabe sono adatte ad ogni bambino, è importante dunque tener conto della fase evolutiva che i vostri figli stanno attraversando e del messaggio che possono cogliere.

I fratelli Grimm giustamente osservano: “ le favole vengono raccontate ai bambini affinché, in una luce pura e lieve , i primi pensieri e le prime forze del cuore si sveglino e crescano”

In conclusione si può dire che la morale delle fiabe è che ognuno di noi con un po’ di buona volontà può affrontare e superare lottando le immancabili difficoltà della vita ed infatti << Freud prescrive che soltanto lottando coraggiosamente contro quelle che sembrano difficoltà insuperabili l’ uomo può riuscire a trovare un significato alla sua esistenza>>.

1,2,3… Musica

1,2,3,musica1, 2, 3… Musica Corso di musica per la Scuola Primaria
AUTORE G. BRESICH – CASA EDITRICE THEOREMA

Il corso si configura come complesso organico di materiali operativi finalizzati all’esplorazione del linguaggio sonoro-musicale in un contesto laboratoriale attivo. Muovendo dall’analisi del mondo dei suoni, 1, 2 , 3… Musica sviluppa l’apprendimento del linguaggio musicale, con un graduale passaggio dai codici informali ai codici formali.

I quaderni corrispondono a tre livelli di difficoltà e sono utilizzabili sia seguendo la formale scansione scolastica (livello 1: classi 1-2-3, livello 2: classe 4, livello 3: classe 5) sia indipendentemente da essa.
I cd audio contengono suoni d’ambiente, un campionario di timbri strumentali, brani vocali (con voce guida e base per cantare), un repertorio per l’ascolto critico.
Le guide costituiscono un supporto step by step alle singole pagine del quaderno per l’alunno; inoltre presentano trascrizioni per pianoforte dei brani vocali presenti sul cd audio, indicazioni per la pratica esecutiva; collegamenti ai possibili sviluppi sul cd rom del docente, strumenti per la programmazione di classe.

Materiali didattici aggiuntivi da usare in classe anche con la LIM

Sul cd rom per l’Insegnante
– paesaggi sonori da esplorare; – animazioni sulla natura del suono; – esplorazione dei timbri dell’orchestra; – tastiera virtuale; – flauto dolce virtuale; – sequencer Anvil-studio per la scrittura musicale e molto altro.