GEOMETRIKO. Il modello didattico che sta rivoluzionando l’insegnamento della geometria

Non ci sono definizioni in grado di descrivere Geometriko in un modo che renda merito  alle innumerevoli potenzialità di questo modello didattico e ai tanti successi che sta raccogliendo tra studenti, insegnanti e famiglie.

Certamente, prima di tutto, Geometriko è un modello ludo-didattico, ma ciò che lo rende ancor più accattivante è che si gioca con le carte. Le carte non sono un videogame e gli avversari non si trovano da qualche altra parte del mondo: tutto ciò che serve per fare una partita è “materialmente” tra le mani del giocatore e gli avversari sono seduti allo stesso tavolo. Intorno ad un gesto semplice quale può essere quello di “scartare” una carta, c’è tutta una serie di azioni: si elaborano strategie di scelta, si interagisce con gli altri giocatori, ci si guarda negli occhi, si cerca la concentrazione per elaborare una domanda o per saper rispondere. E, cosa più importante di tutti, si parla il linguaggio  comune della geometria in un modo mai ottenuto prima, perché lo si fa per giocare e, certamente, per vincere. Ecco perché non è difficile comprendere il successo di Geometriko tra studenti di fasce di età così diverse (dalla Scuola Primaria, alla Secondaria di II grado): Geometriko è divertente, strategico, creativo  (per certi aspetti ricorda i più che famosi “Yu-Gi-Oh!”  e “Magic”, tanto popolari tra i bambini e gli adolescenti dagli 8 ai 14 anni) e inoltre sfrutta le conoscenze, le abilità logiche, la memoria, come qualsiasi gioco di carte molto caro anche ai ragazzi più grandi.

In breve, una partita a Geometriko si può descrivere cosi: ogni giocatore all’inizio riceve delle Carte di Attacco, le Carte Quadrilatero e una Flash-Card e  durante il proprio turno di gioco deve attaccare un altro giocatore con l’intento di fargli perdere uno dei suoi quadrilateri. Si attacca con una Carta di Attacco e colui che viene sfidato, se vuole vincere la conduzione del gioco, deve scartare una Carta Quadrilatero che soddisfi le proprietà indicate nella carta con cui è stato attaccato. Vince chi resta in gioco con almeno una carta quadrilatero oppure chi, allo scadere del tempo, ha in mano carte quadrilatero il cui punteggio complessivo è superiore a quello degli altri. Durante alcune fasi di gioco (come il “Sorteggio della Speranza”, che avviene ogni volta che un giocatore resta con una sola Carta Quadrilatero in mano), i giocatori sono chiamati a risolvere in pochi minuti alcuni problemi di geometria piana o dimostrazioni di proprietà e teoremi, tratti anche dalle Olimpiadi di Matematica e dalle prove INVALSI. Sono previste penalizzazioni per i giocatori che, giocando senza cognizione di causa, commettono errori di geometria (la “Fucilata Geometrika”) e non mancano momenti di suspense grazie alle Flash-Card, che, come accadeva con le carte “Imprevisti” e “Probabilità” del “Monopoli”, possono ribaltare le dinamiche di una partita.

L’ideatore di Geometriko, Prof. Leonardo Tortorelli, già divulgatore scientifico per il portale “Studenti.it”, autore e coautore di diversi libri, attualmente scrive per la casa editrice Erickson, docente di Matematica presso il Liceo Leonardo da Vinci di Maglie (Lecce), descrive con orgoglio la crescita del progetto, che dalla nascita ad oggi ha fatto passi da gigante in poco tempo. Racconta il Prof. Tortorelli: “L’idea iniziale è stata perfezionata dopo un triennio di formazione con la Prof.ssa Daniela Lucangeli, dell’Università di Padova, esperta di Psicologia dell’Apprendimento della Matematica. Un incontro fondamentale per la messa in opera di Geometriko. Non finirò mai di ringraziarla!”.

Oltre alla Prof.ssa Lucangeli, oggi sono molti i docenti universitari e le personalità importanti in ambito matematico, che hanno concesso il loro endorsement a Geometriko: il Prof. Domenico Lenzi (Università del Salento), il Prof. Bruno D’Amore, il Prof. Giorgio Bolondi (Università di Bologna), il Prof. Angelo Guerraggio (Università Bocconi di Milano), coordinatore del centro Pristem, e il Prof. Piergiorgio Odifreddi.

Geometriko riesce a soddisfare in pieno le finalità per cui è stato concepito:  migliorare la qualità dei risultati dell’insegnamento, creare delle situazioni didattiche più stimolanti, consolidare le conoscenze, favorire la capacità di usare i saperi acquisiti in contesti diversi da quelli tradizionali, incoraggiare la partecipazione e la motivazione degli studenti. In sostanza, con Geometriko si vince la partita più importante: vedere il divertimento negli occhi di chi impara!

Per duemila anni gli studenti hanno imparato la geometria sui testi di Euclide:
non il modo più indolore per avvicinarsi ad essa!
Le conseguenze erano immaginabili,
e la geometria è stata e rimane una delle bestie nere degli studenti.
Geometriko propone invece di impararla giocando,
che è l’attività che i giovani prediligono.
Si tratta di un piccolo passo per l’insegnante,
ma di un passo da gigante per lo studente,
che speriamo abbia conseguenze uguali e contrarie alle precedenti.
(
Piergiorgio Odifreddi)

Blabberize, immagini parlanti

Blabberize è un servizio del web che consente di modificare un’immagine caricata dall’utente per adattarla soprattutto nella bocca perché lo scopo è quello di farla parlare; si trova a questo indirizzo: http://blabberize.com/.
Per utilizzarlo è sufficiente selezionare l’area della bocca e del mento per crearne il movimento e, successivamente, è possibile effettuare una registrazione diretta della propria voce, ossia caricare una qualsiasi traccia audio preregistrata.
Una volta creata la propria immagine parlante, è possibile effettuarne la condivisione online, oppure scaricarne una copia sul proprio dispositivo.
La versione premium del servizio consente anche di creare dei veri e propri video.

Nel seguente video, Luca Raina vi presenta il servizio in cinque minuti.

Linee guida certificazione competenze nel primo ciclo d’istruzione

Le Linee Guida allegate a suo tempo alla C.M. n. 3 del 13.02.2015 hanno fornito indicazioni per accompagnare le scuole del primo ciclo ad effettuare la certificazione delle competenze mediante l’adozione di un modello che è stato sperimentato negli anni scolastici 2014/2015 e 2015/2016.

La nota prot. n. 2000 del 23 febbraio 2017 estende la sperimentazione anche all’anno scolastico 2016/2017 e propone un modello sperimentale con alcune modifiche, suggerite dalle scuole che hanno effettuato la sperimentazione nei due anni sopracitati.

Le presenti Linee Guida ripropongono essenzialmente quelle precedenti e accolgono le modifiche annunciate con nota prot. n. 2000/2017 di cui costituiscono parte integrante.

Il documento di certificazione delle competenze, che la scuola è tenuta a rilasciare alla fine della classe quinta di scuola primaria e alla fine della classe terza di scuola secondaria di primo grado, è consegnato alla famiglia dell’alunno e, in copia, all’istituzione scolastica o formativa del ciclo successivo.

La certificazione delle competenze, che accompagna il documento di valutazione degli apprendimenti e del comportamento degli alunni, rappresenta un atto educativo legato ad un processo di lunga durata e aggiunge informazioni utili in senso qualitativo in quanto descrive i risultati del processo formativo, quinquennale e triennale, anche in vista della ulteriore certificazione delle competenze al termine dell’obbligo di istruzione del secondo ciclo. Tale operazione, pertanto, piuttosto che come semplice trasposizione degli esiti degli apprendimenti disciplinari, va intesa come valutazione complessiva in ordine alla capacità degli allievi di utilizzare i saperi acquisiti per affrontare compiti e problemi, complessi e nuovi, reali o simulati.

Con la certificazione si vuole richiamare l’attenzione sul nuovo costrutto della competenza, che impone alla scuola di ripensare il proprio modo di procedere, suggerendo di utilizzare gli apprendimenti acquisiti nell’ambito delle singole discipline all’interno di un più globale processo di crescita individuale. I singoli contenuti di apprendimento rimangono i mattoni con cui si costruisce la competenza personale. Non ci si può quindi accontentare di accumulare conoscenze, ma occorre trovare il modo di stabilire relazioni tra esse e con il mondo al fine di elaborare soluzioni ai problemi che la vita reale pone quotidianamente. Progettare l’attività didattica in funzione delle competenze e della loro certificazione richiede una professionalità docente rinnovata e attenta alle domande, anche e soprattutto implicite, che possono venire dagli alunni.

Se intesa in questa prospettiva di complessivo rinnovamento didattico, la valutazione e certificazione delle competenze potranno costituire un’occasione importante per realizzare l’autonomia delle scuole e valorizzare la creatività e la responsabilità professionale degli insegnanti.

La certificazione è strumento utile per sostenere e orientare gli alunni nel loro percorso di apprendimento dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado e, successivamente, sino al conseguimento di un titolo di studio o di una qualifica professionale.

Allegato: 

“Journey to the Stars” – CLIL di Scienze della Terra in lingua inglese.

Di seguito viene proposta un’attività didattica basata sull’ascolto guidato del video “Journey to the Stars” con Neil DeGrasse Tyson e Whoopi Goldberg. L’attività può essere realizzata nelle classi in cui sono attivi dei percorsi CLIL di Scienze della Terra in lingua inglese.

Journey to the Stars

1. We live on a planet powered by a _____________________.

2. Our galaxy is called the ______________________________.

3. Before any stars formed, there was only an invisible substance called “dark matter”, as well as _________________ and __________________ gas.

4. Once stars run out of fuel, they blow up in giant explosions known as _____________________.

5. Our bodies contain about ___________________________ worth of material created by supernovas 13 billion years ago.

6. Bright stars are bright because they are _______________ and _________________.

7. The most massive stars are colored _______________________.

8. Only ________ % of stars end their lives as supernovas.

9. The outer layers of the Sun’s atmosphere is called the _____________________, and escapes from the Sun as a “solar wind”.

10. Hydrogen smashes together to form Helium in a process called ________________________, which creates the energy that makes a star shine.

11. Earth’s magnetic field protects it from solar wind, creating lights at the poles known as ___________________________.

12. At the ends of their lives, almost all stars will evolve into ______________________________.

13. A Brown Dwarf isn’t massive enough to fuse _____________________ like a full-sized star.

Post-video questions:

14. What will the eventual fate of our Sun be?

15. What kinds of stars might our Sun eventually turn into?

“Dire, fare, creare” per la scuola dell’infanzia

Dire, fare, creare – Linguistico e logico-matematico. Guida per insegnanti della scuola dell’infanzia. Il testo è basato sulle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione 2007 e 2012.
Buon libro, utilissimo per insegnanti e genitori di bambini di 4-5 anni. La grafica è chiara e di facile lettura e cosa importante si può fotocopiare.

320 pagine in bianco e nero – Casa editrice Tredieci

Blendspace ++

Blendspace è un servizio web che consente di creare lezioni in modo semplice e in poco tempo. Attraverso la raccolta e l’organizzazione delle risorse già presenti in rete o da caricare (foto, immagini, video, testo, link, mappe, quiz, esercizi, ecc.) possiamo creare in poco tempo un contenitore con tutta la lezione pronta alla somministrazione. Per saperne di più su Blendspace, aprite questo link del sito VSP.
Dopo aver effettuato la predisposizione del piano didattico e dopo aver reperito i materiali da assemblare, il docente organizza la propria lezione all’interno di Blendspace.
La lezione, successivamente, può essere condivisa con i propri studenti sui principali social network utilizzati per la didattica.

ALTRI SCENARI

Il seguente video tutorial, realizzato da Luca Raina, presenta altri scenari per l’uso di questa importante risorsa nelle proprie attività con gli studenti.

Fidenia

Fidenia è un “social learning” italiano interamente dedicato alla didattica che consente di creare classi virtuali, condividere risorse, realizzare contenuti multimediali, assegnare verifiche e dialogare in maniera “social” tra docenti, studenti e famiglie.

Si rivolge a tutti i protagonisti della scuola, offrendo soluzioni innovative in grado di facilitare ogni attività quotidiana: dalla didattica all’invio di comunicazioni, dalla condivisione delle risorse allo scambio di informazioni di utenti.

All’interno di Fidenia è possibile trovare numerosi strumenti preziosi per la didattica, tra cui:

  • questbase, un software per la creazione di test;
  • ePubEditor, applicazione per creare ebook.

Per scoprire come funziona guarda gli appositi video tutorials sul del sito della piattaforma.

Ecco una video presentazione del prodotto Fidenia.