Progettare attività Clil nella scuola primaria

Elenamaria Armand – Nel progettare le attività di CLIL ho scelto di elaborare unità didattiche su argomenti specifici da affrontare trasversalmente nella programmazione annuale:

– inglese: nell’elaborare le lezioni di CLIL ho seguito i descrittori del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue straniere del Consiglio d’Europa.

– altra disciplina: l’argomento scelto fa parte della programmazione annuale prevista per la classe. Essendo attività rivolte a bambini della scuola primaria, non ho mai scelto argomenti troppo vasti, ma segmenti particolarmente significativi. Ho prima discusso dell’argomento con gli alunni nella lingua madre in modo che venissero acquisite tutte quelle informazioni necessarie ad affrontare il tema. Ho scelto l’argomento disciplinare pensando alla ricaduta del lessico e delle strutture apprese in un contesto significativo per gli alunni.

PRIMA FASE  individuazione della competenza

Sono partita dal chiedermi quale competenza volevo che i bambini manifestassero alla fine dell’attività per cui ho definito un quadro molto generale : quale conoscenza devono acquisire i bambini? Quale capacità devono dimostrare? In quali contesti devono saper operare? Che cosa devono saper fare alla fine del percorso?

SECONDA FASE  scelta dell’argomento e dei topics

Definita la competenza ho poi individuato aspetti più specifici, confinati in un argomento, che costituiscono g li obiettivi dell’unità di apprendimento: in che modo i bambini arrivano alla competenza? Quali argomenti devono affrontare? Quali contenuti sono idonei? Cosa devono sapere oggi per essere competenti alla fine del percorso?

Nella scelta dell’argomento ho rispettato il curricolo nazionale e ho scelto argomenti previsti nella programmazione annuale della classe.

In base al lessico e alle strutture che ho inteso far apprendere, ho individuato un tema, un contenuto significativo, un aspetto di un contenuto più complesso.

I prerequisiti in L2 dei bambini costituiscono il punto di partenza dal momento che l’attività deve incrementare lessico e strutture proponendo contenuti in cui l’ignoto sia ragionevolmente intuito e appreso. Se la quantità di lessico e strutture nuove non è adeguato, viene meno la motivazione: se è troppo poco manca lo slancio ad apprendere, se è troppo si innesca nei bambini il meccanismo della rinuncia a priori.

Ho fatto in modo che il contenuto disciplinare proposto fosse ricco di termini e strutture da utilizzare nel contesto quotidiano e legato quindi alla programmazione di L2.

TERZA FASE scelta delle attività

Ho proposto attività diversificate per stimolare l’acquisizione di conoscenze, abilità e atteggiamenti che permettessero loro di eseguire il compito di prestazione finale con cui ho valutato l’acquisizione della competenza.

Ho cercato attività ed esperienze che favorissero l’apprendimento autonomo in gruppi cooperativi, quindi l’apprendimento attraverso la mediazione dei compagni, e che promuovessero l’autovalutazione mediante feedback immediati provenienti da se stessi e dai compagni.

QUARTA FASE  individuazione delle strategie

Ho definito, in base agli obiettivi disciplinari e linguistici, le strategie comunicative che dovevo utilizzare in modo da farmi comprendere (nella comunicazione in inglese); sono ricorsa al code-switching per i passaggi più complessi.

Ho scelto supporti visivi per aiutare alla comprensione e stimolare la ricerca di soluzioni autonome. Per ogni attività ho pianificato una sequenza di lavoro che fosse equilibrata dal punto di vista del carico di attenzione, interazione, difficoltà e feedback.

In questa fase ho anche individuato i materiali didattici (testi, immagini, video, riviste, pagine di libri) e gli strumenti di lavoro (fogli, colori, computer e, software)

QUINTA FASE  scelta della prova di verifica e di valutazione

La fase definita qui come “quinta” è stata già prevista in linea generale con la prima fase: nel momento in cui ho definito la competenze, ho già predisposto in linea di massima il compito di prestazione con cui valutarla.

Ho elaborato una verifica delle conoscenze (lessico e strutture) e delle abilità (funzioni della lingua) acquisite da ciascun alunno tramite test. Tale prova, a seconda dell’età degli alunni, presenta un diverso rapporto di richieste nelle abilità in L2 (listening, reading, writing, speaking).

Per la valutazione ho invece predisposto un compito di prestazione, una prova autentica, da svolgere in parte individualmente e in parte in gruppo.

Per questa prova ho predisposto una rubrica di valutazione nota agli alunni fin dall’inizio dell’attività: i bambini devono sapere cosa ci si aspetta da loro e su cosa sono valutati. Mentre nella verifica di abilità e conoscenze ho fatto una misura quantitativa (percentuale di items corretti sul totale), nella valutazione ho individuato registri qualitativi, non definibili quindi in termini di voti. La rubrica, che ho elaborato sul modello delle rubriche del cooperative learning, si presenta come uno strumento descrittivo in cui si definisce una scala che va dal la voro non accettabile al lavoro eccellente.

La rubrica prevede due parti: l’autovalutazione del bambino su se stesso, e la valutazione dell’insegnante.

La metodologia didattica del Debate

Il Debate è una metodologia didattica, utilizzata in molti Paesi europei, che affonda le radici nella storia italiana e, in particolare, nella disputatio medioevale. Il debate consiste in un dibattito, svolto con tempi e regole prestabiliti, nel quale due squadre sostengono e controbattono un’affermazione o un argomento assegnato dall’insegnante, ponendosi in un campo (PRO) o nell’altro (CONTRO).

La disciplina “DEBATE” si pone come obiettivo primario la maturazione di competenze trasversali relative all’area del linguaggio, sulla base di uno schema operativo comune che prevede una articolazione in 4 fasi:

1. Introduzione: presentazione del tema e divisione della classe in gruppi di lavoro;

2. Lavoro di ricerca individuale dell’alunno (a casa e in classe): selezione e raccolta delle fonti a supporto delle argomentazioni;

3. Condivisione del materiale documentario e sua esposizione in forma sintetica;

4. Il dibattito (argomentazione e sintesi): individuazione delle tesi pro e contro e delle prove a sostegno della validità delle argomentazioni; sintesi e bilanciamento delle stesse.

Il video di seguito incorporato, a cura di Emiliano Onori di DesignDidattico, spiega questa metodologia didattica in 20 punti.

Percorso CLIL sugli Etruschi

Le insegnanti Orlando Nunzia e Renacci Elena, nell’anno scolastico 2016/2017 hanno sperimentato nelle classi 5 A e 5 B della Scuola Primaria San Biagio I.C Figline Valdarno, il percorso “Etruscans”. Il CLIL in storia fornisce una nuova modalità per riscoprire la storia come ricerca (da mandare, interrogare, indagare che è in realtà il senso originario e profondo della parola «storia»).

Tramite l’approccio CLIL è possibile:

  • Riscoprire le fonti storiche attraverso un contesto linguistico «altro» e diverso da quello della lingua d’uso quotidiano.
  • Mettere in moto le competenze analitiche e di giudizi degli studenti senza farne dei piccoli storici.
  • Sollecitare quelle competenze che è necessario valorizzare se vogliamo ripensare l’educazione in termini di learning outcomes, di apprendimento personalizzato, di promozione e sviluppo della persona, nonché in prospettiva di quell’innalzamento della qualità.

http://bit.ly/2fNbbh4

Prove Invalsi di Inglese

ProveInvalsi.net è il piú completo archivio di test Invalsi per la scuola primaria e secondaria.
Nel nostro archivio troverete tutte le prove Invalsi fin qui realizzate (adattate dall’originale Invalsi per poter essere fruibili on-line) e altre prove di allenamento realizzate dalla nostra redazione; in totale sono oltre 2500 test.

Sul sito sono presenti anche prove di allenamento di inglese per la terza media e le classi quinte della primaria, le quali quest’anno per la prima volta avranno l’onere di sostenere le prove Invalsi di inglese, che sono state stabilite per il 3 maggio 2018.
Ricordo che la prova riguarderà le competenze ricettive, cioè  comprensione della lettura e dell’ascolto.

COME FUNZIONA PROVEINVALSI.NET?
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Completa il test online (anche su smartphone)
Leggi, salva, stampa o invia i tuoi risultati

Nearpod

Nearpod è un servizio del web, una  free multipiattaforma che consente la condivisione di contenuti con gli studenti e di preparare lezioni interattive. Per utilizzare Nearpod è sufficiente creare una presentazione da caricare e da rendere interattiva mediante l’aggiunta di domande, commenti, sondaggi.
Ultimata la risorsa è possibile condividerla sui principali social network o mediante link diretto.
Il docente, inoltre, può monitorare le attività svolte dai propri studenti, controllando i loro dispositivi (smatphone, tablet) e fornendo immediati feedback circa la realizzazione dell’attività.

Nella versione base, Nearpod consente di effettuare l’upload di file aventi massima dimensione di 50 Mb e la connessione di un massimo di 30 studenti in contemporanea.

Il seguente video, realizzato da Luca Raina, presenta le principali funzionalità di Nearpod.

https://youtu.be/gNb15tIbGyQ

Percorsi di formazione per docenti sui siti UNESCO in Lombardia, anche ai fini dell’alternanza scuola lavoro

A seguito della sottoscrizione di un accordo fra questo Ufficio Scolastico Regionale, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e la Regione Lombardia, Assessorato alla Cultura, Identità ed Autonomie, dal prossimo anno scolastico prenderà il via il percorso di formazione rivolto agli Istituti scolastici lombardi relativo ai “SITI UNESCO IN LOMBARDIA”, propedeutico all’attivazione di percorsi di alternanza scuola lavoro.

La prima fase prevede la realizzazione di un corso di aggiornamento per gli insegnanti di circa trenta ore di lezioni teorico-pratiche sul patrimonio materiale e immateriale dei siti UNESCO lombardi (ottobre-dicembre 2017); le lezioni, anche su più moduli programmati in base alle richieste, si tengono presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, nelle sedi di Milano e Brescia, con personale altamente qualificato e l’uso di materiali didattici, informativi e culturali resi disponibili dalla Regione Lombardia.

Gli insegnanti interessati a partecipare al corso (è previsto un numero massimo di 100 docenti per la sede di Milano ed altrettanti per la sede di Brescia dell’Università Cattolica), sono invitati ad inviare la propria manifestazione di interesse alla seguente mail: progetto.sitiunesco@unicatt.it entro e non oltre il 10 settembre p.v., indicando il proprio nominativo, la materia di insegnamento, la sede di servizio e la sede desiderata per la frequenza al corso.

L’ elenco degli ammessi sarà pubblicato dall’Università Cattolica sul proprio sito e da questo Ufficio Scolastico Regionale entro il 20 settembre p.v.